Dai controlli fiscali della Guardia di Finanza sono emerse diverse irregolarità per quanto riguarda le borse di studio erogate agli studenti universitari, una categoria fin qui poco controllata. Le Fiamme gialle ora stanno concentrando le loro attenzioni sui cosiddetti “furbetti delle borse di studio” pronti ad alterare i dati economici per accedere ai benefici.
Le indagini hanno portato a scoprire veri e propri sistemi di frode che sfruttavano documenti falsi e manipolati per avere i valori Isee o Ispe necessari per ottenere le borse di studio. Una borsa di studio non è altro che una erogazione in favore di studenti meritevoli che al tempo stesso non godono di una situazione economica vantaggiosa.

Per ottenere la borsa di studio servono l’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e l’Ispe (Indicatore della situazione economica patrimoniale). La Guardia di Finanza ha individuato un vero e proprio sistema per alterare i dati e far avere borse di studio a studenti che generalmente non ne avrebbero avuto alcun diritto.
Controlli a tappeto sui “furbetti” delle borse di studio universitarie
Le verifiche a tappeto in tutti gli atenei per scovare i furbetti delle borse di studio hanno prodotto circa un migliaio di interventi, 334 studenti denunciati all’autorità giudiziaria, borse di studio bloccate per 878 mila euro e circa 50 studenti raggiunti da sanzioni amministrative. In diversi casi le indagini hanno fatto emergere delle vere e proprie frodi organizzate.
Le frodi sistematiche non solo hanno danneggiato gli atenei pubblici ma anche gli studenti veramente meritevoli rimasti fuori dalle graduatorie per via dei fondi limitati. La Guardia di Finanza ha intensificato i controlli soprattutto per quanto riguarda le banche dati pubbliche, i conti correnti e i depositi. I titoli di Stato sono usciti dall’Isee, ma solo fino alla soglia massima di 50 mila euro.

Per ottenere la borsa di studio va presentato solitamente l’Isee universitario, appositamente predisposto per gli studenti iscritti agli istituti di istruzione superiore. Una delle condizioni che lo differenziano dall’Isee ordinario è la dipendenza economica o meno dello studente della famiglia. Se invece lo studente è fiscalmente a carico dei genitori pur vivendo altrove, nell’Isee vanno inseriti redditi e patrimonio di tutta la famiglia.
Uno studente è considerato autonomo se da almeno due anni al momento della presentazione dell’Isee ha una residenza diversa da quella del suo nucleo familiare in un alloggio non di proprietà di un membro della famiglia. Inoltre deve aver percepito – sempre nei due anni precedenti – un reddito annuo pari almeno a 6.500 euro per ogni anno.
I controlli della GdF si sono concentrati in maniera particolare – anche se non esclusiva – sui casi in cui la presentazione dell’Isee universitario serviva a determinare l’accesso alla borsa di studio.
