Sono milioni i campioni di alimenti analizzati ogni anno in Europa per controllare la possibile presenza al loro interno di residui di pesticidi, “spruzzati” in particolare su frutta e verdure per proteggere le coltivazioni da infestazioni di parassiti, funghi e altri microrganismi. Nel complesso il rischio per la salute dei consumatori appare piuttosto basso.
Su tutti parla il nuovo rapporto 2025 dell’EFSA – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare – che offre un quadro aggiornato tutto sommato rassicurante. Il 98% degli oltre 13 mila campioni analizzati nel 2023 è risultato entro i limiti di legge. Soltanto l’1% è stato considerato non conforme, mentre le grande maggioranza presentava residui entro i limiti o perfino senza residui quantificabili.

E per quanto riguarda l’Italia? I risultati sono sostanzialmente in linea con la media europea. Nel 2023 le autorità italiane hanno sottoposto a esame 4.925 campioni di alimenti per controllare la presenza di pesticidi: il 98% è risultati conforme ai limiti di legge. Di recente il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo di un prodotto dal mercato proprio a causa di residui di pesticida.
Allarme per la presenza di pesticidi: quale prodotto è stato richiamato
Richiamo di un lotto di chiodi di garofano a marchio Primia da parte dei supermercati Tigros. La ragione del richiamo è stata indicata sull’avviso: la presenza di un pesticida superiore ai limiti fissati dalla legge. Non è stato specificato di quale tipo di pesticida si tratti. Il prodotto richiamato viene venduto in vasetti di vetro da 30 grammi. Il numero di lotto L15069C mentre il termine minimo di conservazione (TMC) è 31/03/2028.
A confezionare per Agorà Network Scarl, di cui fa parte Tigros e titolare del marchio Primia, i chiodi di garofano richiamati è stata l’azienda Drogheria e Alimentari Spa. Lo stabilimento è situato in viale Nilde Iotti 23/25, a Scarperia e San Piero, nella città metropolitana di Firenze. Nel 2025 siamo arrivati già al quarto richiamo di chiodi di garofano a causa della presenza di pesticidi oltre i limiti stabiliti dalla legge.

Nei tre casi precedenti di richiami, tutti i prodotti erano a marchio AlìBabà e provenienti dall’Indonesia. Non è nota invece l’origine del prodotto nel caso dei chiodi di garofano a marchio Primia. La raccomandazione a scopo precauzionale è quella di non consumare i chiodi di garofano con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicati. I consumatori che fossero eventualmente in possesso del prodotto richiamato potranno restituirlo al punto vendita d’acquisto.
