La dodicesima giornata di Serie A sta lasciando in dote indicazioni molto interessanti, soprattutto nelle posizioni di vertice. Il Milan btte un colpo importante nel derby contro l’Inter, mentre la Roma si conferma da sola al primo posto.

Il Napoli torna a macinare punti contro l’Atalanta, così come il Bologna che continua il buon momento di forma, a differenza della Juventus che anche a Firenze contro una viola fanalino di coda non va oltre l’1-1. I bianconeri di Spalletti non sono riusciti a tornare al successo che manca dalla gara d’esordio dell’allenatore di Certaldo contro la Cremonese.
Nello specifico lo stesso tecnico juventino nella conferenza post gara ha ammesso: “Siamo sotto al livello di calcio che dobbiamo esibire ed è inutile aggrapparci agli episodi. Stiamo continuando a fare gli stessi errori e di conseguenza raccogliamo gli stessi risultati. O si cambia qualcosa o non si migliora. La cosa che mi fa ben sperare è aver visto la squadra abbattuta”.
Ed ancora Spalletti punta ad invertire presto il trend con l’ausilio della squadra: “Io per arrivare in fondo devo trovare 18-20 titolari ed è chiaro che dovrò cambiare qualcosa a partire dalla Champions. Io devo farli sentire importanti”.
La prima occasione utile per cambiare subito le cose arriverà già domani in Champions League, quando la Juventus affronterà il Bodo/Glimt in una partita da non fallire per cercare di rimanere agganciati alle speranze europee.
Juventus, per Spalletti si fa dura: “Potrebbe aprirsi la crisi”
Alla Juventus mancano vittorie e continuità, e soprattutto in Champions la classifica piange, con Spalletti che dalla trasferta norvegese dovrà invertire la tendenza negativa.

Si tratta però di una gara insidiosa sotto alcuni punti di vista, che potrebbe rappresentare un grattacapo ulteriore per lo stato attuale della Juve. A parlarne ci ha pensato il collega Tony Damascelli a ‘Il Giornale’ che ha sottolineato la mancanza di un leader tra i pali: “Ho accennato al portiere ecco che alla Juventus si sente proprio la mancanza di un n°1 che sappia comandare e parare, la storia bianconera annovera grandissimi interpreti del ruolo, fra questi due campioni del mondo, l’attuale Di Gregorio non è cavallo di razza, modesto passato, incerto futuro, la squadra, già intossicata di suo, trema ad ogni attacco, addirittura quello della Fiorentina”.
Poi spazio proprio alla gara contro il Bodo: “Domani la trasferta norvegese, sotto la neve di Bodo su un campo sintetico potrebbe aprire la crisi”.

