Insieme alle bollette c’è un altro fronte di spesa sul quale gli italiani cercano di economizzare più che possono: quello della benzina. A lungo è circolata una convinzione al limite del folkloristico secondo la quale fare benzina di notte permetterebbe di risparmiare soldi. Questo perché il freddo notturno renderebbe più denso il carburante.
Una suggestione che ha preso la forma di un “segreto” di strada circolato tra gli automobilisti. Ma davvero fare benzina nelle ore notturne fa pagare di meno? O si tratta semplicemente di una leggenda metropolitana? Il discorso che abbina risparmio e benzina fredda sembra avere senso sul piano della fisica, visto che il raffreddamento dei liquidi effettivamente ne aumenta la densità.

L’acqua fredda si contrae e diventa più densa, ad esempio. Un fenomeno che si verifica anche con i carburanti. Di conseguenza a basse temperature un litro di benzina dovrebbe contenere un maggiore quantitativo di “materia” rispetto a un litro di carburante misurato a temperature più elevate. Ma le cose stanno davvero così?
Fare benzina di notte fa davvero risparmiare?
Il mito della benzina fredda parte da questo principio della fisica per costruire un’ipotesi di risparmio: grazie alla contrazione del carburante favorita dal freddo notturno, fare il pieno di notte equivale a mettere più benzina nel serbatoio sempre allo stesso prezzo. La cosa sembra filare. Manca però una parte importante del racconto. Il trucco della benzina fredda funziona in teoria, ma non nella pratica.
Il punto è che la benzina nei distributori non è per niente esposta al sole o al gelo. Per ragioni di sicurezza (protezione da incendi, contenimento dei vapori, riduzione del rischio in caso di urti e incidenti, ecc.) il carburante è conservato all’interno di grandi serbatoi scavati nel sottosuolo, spesso e volentieri a diversi metri sotto terra.

La conservazione sotterranea permette di mantenere una temperatura molto stabile. Il che significa che la benzina non si riscalda né si raffredda velocemente come l’aria. Praticamente gli sbalzi termici tra il giorno e la notte non la toccano. Per questa ragione il carburante erogato ha sostanzialmente la stessa temperatura di giorno o di notte.
Quando c’è, la differenza reale è davvero ridotta ai minimi termini. Il risparmio si può calcolare in un massimo di 1-3 centesimi a pieno, ma spesso è inesistente. Insomma, il risparmio reale sarebbe pari a pochissimi centesimi. Il che significa che fare benzina di notte non è una reale strategia di risparmio, con buona pace del passaparola tra automobilisti.

