La nostra vita quotidiana è costellata di abitudini. Ogni giorno compiamo decine – e anche più – di gesti automatici. La loro frequenza è tale da farli diventare invisibili. La nostra mente funziona così, dicono gli psicologi. Il nostro cervello spesso segue la via del pensiero veloce, che ci porta ad agire in maniera automatica. Un po’ come se avessimo attivato la funzione del risparmio energetico.
Basta pensare a quante volte durante la giornata facciamo qualcosa senza pensare a quello che… stiamo facendo. Per esempio ci infiliamo i calzini senza soffermarci a pensare al motivo per cui vanno indossati prima delle scarpe. Facciamo così e basta. Se ci fermassimo a ragionare attiveremmo la seconda modalità: quella del pensiero riflessivo, indispensabile in tutte quelle attività che richiedono la nostra attenzione (come un calcolo matematico, per dirne una).

Inutile dire che agire col “pilota automatico” è più semplice e richiede meno energie, meno concentrazione. Ma è altrettanto vero che seguire scorciatoie mentali ci espone più facilmente a errori di valutazione. Nella routine insomma si può nascondere qualche rischio nascosto. Anche per la nostra auto. Come accade con questa comunissima abitudine: un’azione in apparenza innocente che a lungo andare può favorire lo sviluppo di un nemico silenzioso all’interno della macchina.
La comunissima abitudine che mette a rischio l’auto
Quante volte ci sarà capitato, con l’arrivo dei mesi più freddi e umidi dell’anno, di dimenticare qualche oggetto bagnato – come un ombrello – o residui di cibo all’interno dell’auto? Peccato che così facendo il rischio sia quello di creare un habitat ideale per lo sviluppo di funghi e batteri. In altre parole, rischiamo che nella nostra auto si formi della muffa. Un pericolo non soltanto per tappezzeria e moquette, ma anche per la salute dei passeggeri.
In inverno l’umidità si accumula con grande facilità all’interno dell’auto. I finestrini chiusi e il riscaldamento acceso creano infatti un ambiente caldo e umido, ideale per la crescita della muffa. E diventa difficile – oltre che costoso – rimuovere le spore una volta insediate su tappezzeria, moquette o bocchette dell’aria. Oltre a rovinare gli interni la muffa può anche bloccare le bocchette dell’aria e causare problemi respiratori.

Diventa dunque indispensabile prevenire il problema. Come? Evitando che si creino le condizioni – caldo e scarso ricambio d’aria – che permettono alla muffa di prosperare. Secondo gli esperti di un sito di motori britannico, gli oggetti che bisogna evitare di lasciare in auto sono prima di tutto ombrelli, cappotti e stivali bagnati. Attenzione anche alle borse da palestra con vestiti sporchi e alle coperte per cani umide.
Tutti questi oggetti trattengono acqua che una volta liberata in macchina propizia l’insorgenza della muffa. Occhio pure agli avanzi di cibo e bevande. Mai dimenticare in auto un bicchiere mezzo pieno, involucri di cibo e contenitori d’asporto. Anche così creiamo un terreno fertile per la proliferazione di muffa e batteri. Faremo bene dunque a rimuovere con regolarità oggetti umidi e avanzi di cibo, senza dimenticare di arieggiare il veicolo quando possibile.

