C’è un oggetto che teniamo quasi sempre in mano. Il problema è che per suo tramite rischiamo di entrare in contatto con un vero e proprio micro-sistema contenente milioni di batteri. Portandolo in giro un po’ dappertutto, spesso e volentieri appoggiamo questo oggetto su superfici che certo difficilmente toccheremmo direttamente con le mani.
Peccato che così facendo un enorme quantitativo di batteri si depositi su questo oggetto ormai diventato una presenza fissa nella nostra quotidianità. Alcuni studi recenti hanno confermato che la sua superficie può rivelarsi un autentico concentrato di microrganismi, in grado di proliferare grazie al contatto costante con mani, materiali e ambienti differenti.

Il punto è che familiarità e abitudine spesso e volentieri sono falsi amici. Sì, perché usare qualcosa diverse ore al giorno rischia di farci trascurare il lato dell’igiene. Raramente puliamo questo oggetto in maniera adeguata, inconsciamente convinti che per noi non possa rappresentare alcun rischio. E invece, come vedremo, non è così.
L’oggetto che teniamo quasi sempre in mano ma è un vero concentrato di batteri
Alcune indagini sulle abitudini quotidiane degli italiani mostrano che ogni giorno teniamo per circa tre o quattro ore lo smartphone in mano (ma non manca chi arriva anche a sei ore). Purtroppo questi dispositivi sono un vero e proprio ricettacolo di batteri e microrganismi, piccoli “ospiti” indesiderati in grado di causare anche seri danni alla nostra salute.
Gli smartphone sono dei perfetti “cavalli di Troia” per veicolare batteri, muffe e funghi visto che li portiamo praticamente sempre con noi, dal bagno alla tavola da pranzo. Sui nostri telefoni è stata identificata un’enorme varietà di specie batteriche. Le due più presenti sembrano essere gli Stafilococchi coagulasi negativi (CoNS) e lo Staphylococcus aureus.

I ricercatori hanno rilevato anche tracce di Escherichia coli e di batteri più rari come la Klebsiella pneumoniae e lo Pseudomonas aeruginosa. L’Escheria coli è comunemente presente all’interno dell’intestino e può causare fastidiose infezioni urinarie e gastroenteriti. Invece la Klebsiella pneumoniae nei casi più gravi e in persone debilitate può portare polmonite, meningite e infezioni alle vie urinarie.
Stesso discorso per lo Pseudomonas aeruginosa (endocarditi e polmoniti). Gli Stafilococchi sono meno pericolosi ma in situazioni di fragilità possono comunque portare a brutte infezioni alle vie respiratorie. Converrà dunque pulire con regolarità il nostro smartphone. Per farlo potremo servirci di un panno in microfibra inumidito e con una soluzione a base di alcol isopropilico al 70%. Come alternativa potremo fare ricorso a specifiche salviette disinfettanti.
