A Natale le candele profumate sono praticamente un must-have. Fanno parte dell’atmosfera di casa, nel ruolo di principali protagoniste di quella sensazione di calore che si diffonde per le stanze grazie al mix di luci soffuse e profumi speziati. Un rituale irrinunciabile, che rassicura. Ma dietro c’è un lato meno piacevole che spesso tendiamo a trascurare.
È vero: il clima di intimità propiziato dalle candele natalizie trasforma la casa in un rifugio perfetto per le fredde sere invernali. Peccato che dietro questa magia si celi un rischio decisamente sottovalutato. Gli esperti hanno messo in guardia anche di recente: l’accensione contemporanea di diverse candele non è poi una scelta così innocua.

Sappiamo bene che per creare la giusta atmosfera non basta certo accendere una singola candela. Occorre accenderne più di una. Bene, a fare problema è proprio l’impatto procurato dal fatto di ritrovarsi nell’appartamento con più candele accese in contemporanea. Un fatto che può andare a impattare negativamente sulla qualità dell’aria domestica.
Perché le candele natalizie possono far correre dei rischi
Di cosa si tratta? Gli esperti non esitano a parlare di un vero e proprio “inquinamento indoor”, un fenomeno che spesso tendiamo a sottostimare visto che ha luogo proprio negli ambienti domestici dove passiamo gran parte del nostro tempo. Il punto è che ogni candela, quando realizzata con cera di paraffina, produce una serie di reazioni chimiche nel corso della combustione.
In questo momento la candela rilascia i cosiddetti COV, composti organici volatili, talvolta associati a irritazioni respiratorie o anche a disturbi più seri in caso di prolungata esposizione. Sono coinvolte anche sostanze come toluene e benzene, rispettivamente una neurotossina (legata a sintomi come vertigini e mal di testa) e quello che è considerato un cancerogeno legato a malattie del sangue.

Non basta: le candele profumate hanno la tendenza a emettere un maggior quantitativo di sostanze indesiderate, incluse particelle ultrafini che rimangono sospese nell’aria e vanno a depositarsi sulle pareti o finiscono per essere inalate. Anche da spente, stando a simulazioni di laboratorio, le candele continuano a rilasciare sostanze, anche se in minor quantità.
A complicare il tutto ci pensa la fuliggine, che si sviluppa quando la fiamma è instabile (per via delle correnti d’aria o di uno stoppino troppo lungo). Gli esperti però invitano ad evitare allarmismi. Non ci sono attualmente ricerche definitive che provino che tutte le candele a base di paraffina costituiscano un rischio diretto per la salute. Il problema si presenta soprattutto quando vengono bruciate più candele contemporaneamente e in ambienti poco ventilati.
I produttori dal canto loro assicurano che le emissioni delle candele con paraffina e fragranze certificate rientrano nei limiti di sicurezza. Non è necessario rinunciare alle candele natalizie. Ma sarà bene adottare qualche accorgimento come preferire candele in cera naturale e non profumate, evitando la paraffina, le colorazioni intense e gli aromi sintetici. Non dimentichiamo poi di arieggiare gli ambienti. Evitiamo anche di accendere le candele per più di 3–4 ore e manteniamo lo stoppino corto (circa 3-5 millimetri) per evitare che si produca la fuliggine.

