Giornata mondiale dei Quanti, perché celebriamo la fisica nascosta nei nostri smartphone

Scopri come la fisica quantistica fa funzionare i nostri smartphone, il GPS e la ricerca in Italia.

ROMA – Sbloccare il telefono è un gesto automatico. Eppure, ogni volta che lo facciamo, stiamo usando la fisica quantistica. Questa branca della scienza non è più relegata solo ai laboratori di ricerca ed è il motivo per cui il 14 aprile, in oltre 65 Paesi, si celebra il World Quantum Day.

PERCHÉ PROPRIO IL 14 APRILE?

Nata come proposta nel 2021 da un gruppo di ricercatori e divulgatori, la giornata ha debuttato ufficialmente nel 2022. L’obiettivo è semplice: spiegare al grande pubblico una scienza diventata ormai pervasiva. La prima edizione ufficiale si è tenuta il 14 aprile 2022, e da allora la partecipazione non ha smesso di crescere.

La data non è casuale. Nel formato anglosassone il 14 aprile si scrive 4.14, esattamente come le prime tre cifre della costante di Planck. Si tratta della formula che misura il più piccolo salto di energia possibile a livello atomico. Non è una curiosità accademica: è il confine tra un universo che funziona in modo continuo e fluido, come si credeva fino al 1900, e un universo che procede per scatti, per discontinuità, chiamati appunto quanti.

NON È TEORIA: È L’INFRASTRUTTURA NASCOSTA DELLA VITA MODERNA

Qui sta il paradosso centrale di questa giornata. La fisica quantistica viene spesso raccontata come qualcosa di astratto, alieno, riservato agli specialisti. In realtà è la fondamenta su cui poggiano tecnologie che usiamo ogni giorno senza pensarci.

Il laser che legge il codice a barre alla cassa del supermercato funziona grazie a principi quantistici. Il GPS che ti guida in macchina, e che permette alle app di consegna di sapere dove sei al secondo, dipende da orologi atomici la cui precisione è garantita dalla meccanica quantistica. La risonanza magnetica che ha salvato milioni di vite in medicina sfrutta la proprietà di spin degli atomi, un concetto puramente quantistico che non ha alcun equivalente nel mondo macroscopico.

In altre parole: ogni volta che usi uno smartphone, chiami qualcuno, navighi in auto o fai un esame clinico, stai beneficiando di una fisica che la maggior parte delle persone non sa di usare.

IL FUTURO E LA RICERCA IN ITALIA

Mentre la prima generazione di tecnologie quantistiche è già nelle nostre tasche, la seconda sta per arrivare. I protagonisti saranno i computer quantistici. Queste macchine non usano i bit tradizionali ma i qubit, particelle in grado di esistere in più stati contemporaneamente. Saranno in grado di risolvere in poche ore problemi che i supercomputer attuali non completerebbero in millenni. Le applicazioni spaziano dalla scoperta di nuovi farmaci alla creazione di sistemi di comunicazione impossibili da hackerare.

In Italia questa ricerca è finanziata anche dai fondi del PNRR attraverso il consorzio NQSTI (National Quantum Science and Technology Institute), che coordina i progetti nazionali e aiuta le startup del settore. Napoli è l’epicentro italiano del World Quantum Day 2026: la città ospita oggi il terzo congresso del consorzio e il Quant’Arte Festival, una mostra collettiva aperta fino al 26 aprile che unisce artisti e fisici.

CAPIRE LA SCIENZA PER GUIDARE IL FUTURO

Il gap tra ciò che la fisica quantistica permette di fare e quanto viene compreso dal grande pubblico è ancora enorme, forse più vasto di qualunque altro settore della scienza applicata. Ridurre questa distanza è essenziale. Comprendere queste tecnologie serve a orientare gli investimenti, formare i giovani studenti e garantire all’Italia un posto nella corsa globale all’innovazione. 

Il 14 aprile serve proprio a questo: un promemoria che alcune delle cose più importanti che esistono al mondo sono anche le meno visibili, e la loro comprensione, anche parziale, è essenziale.