Caressa contro Cassano e Adani: “Poracci, che finaccia. Alla Rai sta bene?”

Il dissing a distanza continua, e stavolta ci va di mezzo anche la “credibilità aziendale”. Ecco cos'è successo.

ROMA – Fabio Caressa contro Cassano e Adani. L’ultimo botta e risposta ha invaso feed e notifiche di migliaia di tifosi.

Tutto parte da Viva El Futbol, il popolare podcast fondato da Cassano, Adani e Nicola Ventola. Durante una recente puntata, l’ex attaccante ha preso di mira alcuni dei volti più noti del giornalismo sportivo italiano, accusando Caressa, Beppe Bergomi, Ivan Zazzaroni e Sandro Sabatini di fare “lecchinaggio a destra e a sinistra” e di “portare il calcio nel baratro”. Perché starebbero sponsorizzando Massimiliano Allegri per la panchina della Nazionale.

Caressa ha risposto sul suo canale YouTube, paragonando gli insulti di Cassano a quelli di uno sconosciuto che urla dall’altro marciapiede: la sua risposta è stata un secco “poraccio, che finaccia, ma così è ridotto?”, lasciando intendere di non ritenere la cosa degna di una replica seria.

Ma la parte più discussa del video riguarda Lele Adani. Senza mai citarlo direttamente, Caressa ha sollevato una questione precisa: un opinionista della Rai, servizio pubblico con decenni di storia nel giornalismo, può partecipare ogni settimana a un programma dove le persone vengono insultate, senza intervenire, e anzi essendone a volte protagonista? Caressa ha ricordato che chi lavora per grandi aziende ne porta il marchio ovunque, e che “non basta cambiare cappello” per separare le due cose.