Commercio in crisi a Roma, la colpa è dei parcheggi: “No parking, no shopping”

Tra posti auto introvabili e traffico bloccato, lo studio racconta perché sempre più persone rinunciano a negozi e acquisti in città

ROMA – Il parcheggio non è un dettaglio logistico: è una sfida quotidiana, a metà tra sport estremo e prova di pazienza.

A Roma infatti il problema non è solo trovare un posto auto, ma anche capire perché sembra sparito. Nelle principali aree commerciali, fino al 50-70% dei parcheggi è occupato stabilmente dai residenti, lasciando pochissimo spazio a chi si muove per lavoro o shopping. A peggiorare il tutto c’è la famosa doppia fila: breve nella teoria, permanente nella pratica, ma sufficiente a bloccare corsie, rallentare il traffico e trasformare anche un tragitto di pochi minuti in una piccola odissea urbana.

IL PARCHEGGIO DECIDE DOVE E SE FARE SHOPPING

Il risultato è che la capitale cambia abitudini insieme ai suoi cittadini. Quando parcheggiare diventa complicato, uscire diventa meno “attraente”:dati alla mano, segnalano un impatto significativo sulla frequentazione dei negozi, con una quota tra il 20% e il 40% dei clienti che rinuncia o cambia destinazione. Sempre più spesso quindi, soprattutto tra i più giovani, la scelta ricade su soluzioni più immediate come lo shopping online o i grandi centri commerciali facilmente accessibili.

A rendere il quadro capitolino ancora più evidente c’è la progressiva riduzione dei posti auto: negli ultimi anni se ne sarebbero persi tra i 20mila e i 30mila, spesso riconvertiti ad altri usi come piste ciclabili , colonnine elettriche , garage privati e depositi.

Meno parcheggi, più traffico, più doppie file: un circolo vizioso che non riguarda solo la mobilità, ma anche il modo in cui si vive la città. E forse è proprio questo il punto che colpisce di più: a Roma non è difficile solo spostarsi, è sempre più difficile decidere spontaneamente di farlo.