ROMA – Niente più sigarette, classiche e elettroniche, in riva al mare: a Ostia, Castelporziano e Capocotta scatta il divieto di fumare entro cinque metri dalla spiaggia. L’Assemblea capitolina ha dato il via libera definitivo, e il provvedimento sarà già in vigore per questa estate, con la stagione balneare che apre il primo maggio.
La norma vale sia per i tratti liberi sia per gli stabilimenti. Le violazioni comportano sanzioni fino a oltre 500 euro in presenza di donne in gravidanza o bambini. I gestori avranno 30 giorni dall’ordinanza di inizio stagione per individuare e segnalare apposite aree destinate ai fumatori all’interno degli stabilimenti. Sarà obbligatoria l’installazione di una cartellonistica multilingue e visibile, per segnalare il divieto agli ingressi principali delle spiagge pubbliche e in concessione, nelle aree balneari e negli stabilimenti, sul lungomare e sui percorsi di accesso alle spiagge.
PERCHÈ ADESSO
La spinta arriva dai numeri. Secondo l’ultima rilevazione di Legambiente, sulle spiagge italiane si registra una media di 77 mozziconi di sigaretta ogni 100 metri, con centinaia di migliaia di cicche che finiscono in mare. Un problema che non riguarda solo l’estetica: il filtro delle sigarette si degrada molto lentamente, trattiene sostanze inquinanti e, una volta disperso nell’ambiente, può trasformarsi in un residuo difficile da rimuovere. Sul fronte della salute, il divieto nasce anche per ridurre l’esposizione al fumo passivo di bambini, anziani e persone fragili, specialmente nelle zone più affollate e vicine all’acqua.
ROMA NON È SOLA
Provvedimenti di questo genere sono già in vigore in molte spiagge italiane: nel Lazio, ad esempio, sono interessate Anzio, Ponza e Ladispoli. E non fa eccezione l’estero, con divieti già attivi a Barcellona, New York, Melbourne e Stoccolma. La Capitale si allinea a un trend globale che considera il litorale uno spazio pubblico da tutelare, non solo da fruire.
