ROMA – Per la terza volta consecutiva, il ragazzo di Bologna taglia il traguardo per primo. Dopo Shanghai e Suzuka, anche il circuito di Miami è suo. La classifica recita Antonelli 100 punti, Russell 80, Leclerc 63. Un dominio che, a questo punto, è difficile chiamare ancora “sorpresa”.
IL RAGAZZO CHE NESSUNO VOLEVA
C’è chi, appena dodici mesi fa, tirava il freno. Troppo giovane, dicevano. Diamogli tempo. La prima stagione in Formula 1 non era stata semplice: un contatto con Verstappen in Austria, un 16° posto in Olanda con tanto di punti sulla patente. Il Mondiale era finito al 7° posto. Niente che facesse presagire quello che sarebbe arrivato.
Poi è arrivata la Cina. Antonelli vince, e con lui vince l’Italia intera,per la prima volta dal 2005. Vent’anni di attesa, chiusi in un sorpasso. A rompere quel digiuno era stato Giancarlo Fisichella, pilota romano che per oltre 14 anni era stato il portabandiera del tricolore in Formula 1: 231 Gran Premi, tre vittorie, 19 podi. Mai un mondiale, ma una carriera intera vissuta a testa alta, spesso con macchine che non meritavano nemmeno il podio. Un simbolo di tenacia italiana. Kimi, vent’anni dopo, ha ripreso quel testimone.
TRE POLE, TRE VITTORIE, ZERO DUBBI
Da Shanghai in poi, Kimi non si è più fermato. A Suzuka ha fatto il bis: pole, vittoria e leadership del campionato. A Miami, stessa storia: pole position dedicata al bolognese Alex Zanardi,scomparso recentemente, e terzo trionfo consecutivo davanti a Norris e Piastri. Il compagno di squadra Russell? Quarto. La Mercedes vola, ma è lui a guidarla.
L’ITALIA TIFA KIMI. LA ROSSA? DOPO
Nel frattempo, in casa Ferrari, l’umore è un altro. Leclerc aveva il podio in mano, e lo ha perso all’ultimo respiro, letteralmente. Miami doveva essere la gara della riscossa Ferrari. E per qualche giro ci ha creduto davvero: allo spegnimento dei semafori Leclerc ha approfittato del bloccaggio di Antonelli prendendo subito la testa della corsa. Un sorpasso, una risposta, un duello ruota a ruota tra i due che ha tenuto il pubblico incollato agli schermi. Leclerc ha provato a tenerlo fuori, ma Antonelli ne aveva di più e da quel momento non si è più voltato indietro. Il pilota monegasco ha visto sfumare il podio negli ultimi due giri, chiudendo alla fine sesto dietro anche alla Red Bull di Verstappen. «Un errore inaccettabile», si è rimproverato da solo.
Il tifo italiano, da anni diviso tra il cuore e il cronometro, stavolta non ha avuto dubbi. C’è un italiano davanti a tutti, e non guida una Ferrari.
