Scoperto il più grande tesoro di monete vichinghe della storia norvegese

Oltre tremila monete d'argento tra la fine del X e l'XI secolo rinvenute in un campo dell'Østerdalen da due appassionati di metal detector. Il "Tesoro di Mørstad" riscrive la storia archeologica del Paese

È una scoperta senza precedenti nella storia dell’archeologia norvegese. Due cercatori con metal detector, Vegard Sørlie e Rune Sætre, hanno portato alla luce il più grande tesoro di monete dell’epoca vichinga mai rinvenuto in Norvegia in un campo coltivato a Mørstad, una frazione rurale nei pressi di Rena, a circa 170 chilometri a nord di Oslo. 

La scoperta ha avuto inizio il 10 aprile scorso, quando i due hanno individuato 19 monete d’argento. Resi conto della potenziale importanza del rinvenimento, hanno immediatamente interrotto le ricerche e allertato gli archeologi della contea. Una decisione che si è rivelata fondamentale: le successive indagini hanno continuato a rilevare la presenza di metallo nel sottosuolo nei giorni seguenti.

UN RECORD CHE DURA DA 76 ANNI 

Gli archeologi hanno recuperato finora oltre 3.150 monete d’argento, con le operazioni di scavo ancora in corso e nuovi ritrovamenti attesi nelle prossime settimane. Il precedente primato norvegese risaliva al 1950, quando a Trondheim erano stati rinvenute circa 964 monete vichinghe d’argento.

Il deposito è stato denominato ufficialmente “Tesoro di Mørstad“. Le monete sono state trovate nello strato di aratura del terreno coltivato, probabilmente perché il deposito originario è stato alterato nel corso dei secoli dal lavoro agricolo.

MONETE DA TUTTA EUROPA

I reperti coprono un periodo che va dal 980 circa al 1040, con la data di deposizione stimata intorno al 1047. La maggior parte è di origine anglosassone e tedesca, accanto a un numero minore di esemplari danesi e norvegesi. Tra i regnanti sotto i quali furono coniate figurano Canuto il Grande, Æthelred II, Ottone III e Harald Hardrada, che regnò proprio nei mesi immediatamente precedenti la deposizione del tesoro. Sono presenti anche monete polacche e boeme, a testimonianza dei profondi legami commerciali che la regione aveva con il resto dell’Europa nell’XI secolo.

Insieme alle monete, sono stati rinvenuti frammenti di argento ricavati da gioielli, il cosiddetto hacksilver.

Il tesoro è stato interrato proprio mentre Harald Hardrada, ovvero Harald lo Spietato, cercava di imporre in Norvegia una monetazione nazionale unica, tentando di spazzare via l’uso delle valute straniere che avevano dominato i mercati vichinghi fino a quel momento. 

LO STATO DI CONSERVAZIONE 

Secondo gli esperti, lo stato di conservazione eccezionale delle monete sarebbe da attribuire all’assenza di pietre nel terreno e alle inondazioni annuali del Glomma, il fiume più lungo della Norvegia, che scorre nei pressi del campo e che avrebbe protetto i reperti dall’erosione nel corso dei secoli. 

LA REAZIONE DELLE ISTITUZIONI

La direttrice generale per i Beni Culturali, Hanna Geiran, non ha nascosto la propria emozione: ha dichiarato di aver faticato a credere a ciò che le veniva riferito al momento della comunicazione del ritrovamento, definendolo un evento di portata sia nazionale che internazionale.

Il ministero dei Beni Culturali norvegese ha stanziato 1,2 milioni di corone per sostenere le ricerche sul sito, che includeranno scavi archeologici e scansioni con georadar per comprendere meglio l’estensione del deposito.

May-Tove Smiseth, archeologa della contea di Innlandet e la responsabile dei ritrovamenti, ha sottolineato anche l’esemplarità del comportamento dei due scopritori: i detectoristi hanno contattato le autorità immediatamente e hanno collaborato attivamente per garantire che il ritrovamento fosse messo in sicurezza e documentato nel modo migliore possibile. 

Le monete sono ora in fase di catalogazione presso il Museo di Storia Culturale di Oslo. Gli esperti prevedono che il “Tesoro di Mørstad” sarà oggetto di ricerche scientifiche per molti anni a venire.