Cina, robot umanoidi dirigono il traffico: arrivano i “vigili” del futuro

Hangzhou schiera 15 robot umanoidi per gestire il traffico e rilevare infrazioni i tempo reale

ROMA — Se vi trovaste a passeggiare tra le luci di Hangzhou o lungo le sponde del West Lake, potreste imbattervi in un agente piuttosto insolito: ha i colori della divisa riflettente e il berretto d’ordinanza, ma non è umano. Non è fantascienza, ma una scena sempre più reale nelle metropoli cinesi, dove quindici robot umanoidi sono entrati in servizio per gestire il traffico urbano.

Braccia meccaniche alzate, gesti perfettamente sincronizzati con i semafori e uno schermo sul petto per rispondere alle domande dei turisti. Durante il ponte del Primo Maggio, ad Hangzhou, metropoli dell’est della Cina nota come polo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, i passanti si sono trovati di fronte a una scena insolita: quindici robot umanoidi in servizio attivo per regolare il traffico, accanto ai colleghi in uniforme.

AGENTI CHE NON SI STANCANO MAI

Distribuiti nei punti nevralgici del centro e nelle aree a maggiore afflusso turistico, questi sistemi supportano le forze dell’ordine nelle attività più ripetitive e usuranti. Le funzioni principali sono tre: gestione del traffico, rilevamento delle infrazioni e assistenza ai cittadini.

Dotati di telecamere avanzate e sistemi di riconoscimento visivo, i robot monitorano costantemente il comportamento degli utenti della strada: se un automobilista supera la linea di arresto o un motociclista viaggia senza casco, il dispositivo emette un avviso immediato e trasmette i dati alla centrale operativa. Secondo le autorità locali, possono garantire una presenza costante per 8-9 ore consecutive.

PUNTI INFORMATIVI SU DUE GAMBE

Nelle zone a maggiore densità turistica i robot cambiano funzione. Attraverso lo schermo integrato, i visitatori possono chiedere indicazioni, ricevere informazioni o orientarsi in città. Un servizio che libera gli agenti umani dalle richieste più ordinarie, permettendo loro di concentrarsi sulle situazioni più complesse, dove restano decisive esperienza e capacità di giudizio.

DALLA SPERIMENTAZIONE ALLA SCALA URBANA

Hangzhou non è un caso isolato. A Shenzhen robot di pattuglia operano già in alcune stazioni della metropolitana, mentre a Shanghai droni e sistemi automatizzati vengono impiegati durante grandi eventi. La direzione è chiara: le città cinesi stanno integrando soluzioni robotiche nella gestione urbana su scala sempre più ampia.

Stando al Comune di Hangzhou, le radici di questa sperimentazione risalgono al dicembre 2024. All’incrocio trafficato tra Binsheng Road e Changhe Road, nel distretto di Binjiang, aveva preso servizio Hangxing No. 1, il primo robot umanoide alimentato dall’intelligenza artificiale incaricato di dirigere il traffico urbano. L’implementazione attuale segna un passaggio decisivo: dalla prova singola a una presenza organizzata sul territorio.

NESSUN POSTO DI LAVORO A RISCHIO, PER ORA

La domanda che accompagna ogni annuncio di questo tipo è sempre la stessa: i robot sostituiranno i vigili? Per ora, la risposta ufficiale è negativa. Le autorità parlano di integrazione, non di sostituzione: i robot coprono le ore di punta, i turni più usuranti, la presenza fissa agli incroci. Gli interventi che richiedono capacità di valutazione, empatia ed esperienza restano, per ora, di competenza degli agenti umani.

Resta però aperta una questione che va oltre la tecnologia: può un algoritmo sostituire l’autorità e l’empatia di un pubblico ufficiale? Per il momento prevale la curiosità.

La Cina si posiziona così all’avanguardia nell’esplorazione di nuove forme di controllo urbano basate sull’intelligenza artificiale, delineando un futuro in cui la collaborazione tra agenti umani e robotici potrebbe diventare normalità.