ROMA – Hai mai aperto il gestore dei file e trovato una cartella misteriosa da 4 GB chiamata OptiGuide Device Model? Se usi Google Chrome, quella cartella potrebbe già essere lì. Dentro c’è Gemini Nano, il modello di intelligenza artificiale che Google ha deciso di installare direttamente sul tuo computer,senza chiederti nulla.
CHI HA SCOPERTO LA VIOLAZIONE
A scoprirlo è stato Alexander Hanff, ricercatore di privacy noto online come That Privacy Guy. Analizzando il filesystem del suo Mac, ha ricostruito ogni passo del processo: in soli 14 minuti e 28 secondi,Chrome crea directory temporanee, scarica i componenti del modello e deposita il file sul disco, nel profilo utente. Nessuna notifica. Nessuna richiesta di consenso. Nemmeno uno di quei fastidiosi banner sui cookie.
“Chrome non ha chiesto. Chrome non lo mostra. Se l’utente lo cancella, Chrome lo riscarica” – Alexander Hanff, That Privacy Guy
Il modello alimenta funzioni come “Aiutami a scrivere”, il rilevamento on-device delle truffe e una API per riassumere le pagine web.Tutte attive per default nelle versioni recenti del browser.La cosa curiosa però è che Gemini Nano elabora tutto localmente, cioè i dati non vengono inviati ai server di Google.Un vantaggio per la privacy, in teoria. Ma il modo in cui ci è finito sul disco è un altro discorso.
Il problema legale è concreto, almeno in Europa. Secondo Hanff, l’installazione silenziosa potrebbe violare la Privacy Directive, che vieta di memorizzare informazioni sui dispositivi degli utenti senza consenso preventivo, e il GDPR, che impone trasparenza e privacy.
AMBIENTE
E poi c’è la questione ambientale. Hanff ha calcolato che distribuire un aggiornamento da 4 GB a un miliardo di dispositivi genererebbe tra le 6.000 e le 60.000 tonnellate di CO₂ equivalente, per ogni singolo aggiornamento. Una cifra enorme, pagata da tutti: utenti, ISP, infrastrutture di rete.
LA RISPOSTA DI GOOGLE
Google ha risposto con una nota in cui spiega che Gemini Nano è disponibile in Chrome dal 2024, che il modello si disinstalla automaticamente se lo spazio sul disco è insufficiente, e che da febbraio 2026 è possibile disattivarlo manualmente dalle impostazioni del browser. Una risposta che non ha convinto Hanff: la funzione esisteva già prima, ma non era accessibile agli utenti comuni senza sapere dove cercare.
Il punto più irritante? Se elimini il file manualmente senza aver prima disabilitato le funzioni AI, Chrome lo riscarica automaticamente al prossimo aggiornamento. Il tuo hard disk, le tue regole, ma solo se sai dove guardare.
COME BLOCCARLO, LA GUIDA
- Apri Chrome e vai su chrome://flags nella barra degli indirizzi
- Cerca optimization-guide-on-device-model e imposta su Disabled
- Cerca prompt-api-for-gemini-nano e imposta su Disabled
- Riavvia il browser. In alternativa, cerca “AI” nelle impostazioni di Chrome per il toggle ufficiale
