Chi sogna di volare nei tre Paesi che ospitano il mondiale dovrà prepararsi a spendere una fortuna: in molti casi, il prezzo del biglietto per una partita rischia di superare quello del viaggio aereo.
TROPPO ANCHE PER TRUMP
Il presidente americano ha criticato apertamente i costi dei biglietti, con riferimento particolare alla partita di esordio degli Stati Uniti contro il Paraguay, in programma il 12 giugno allo SoFi Stadium di Los Angeles. Intervistato dal New York Post, Trump ha detto di essere rimasto sorpreso dalla cifra: “Non conoscevo quel numero. Mi piacerebbe certamente esserci, ma non li pagherei nemmeno io, sinceramente.” Ha poi espresso preoccupazione per i tifosi di classe media: “Se le persone del Queens e di Brooklyn e tutti quelli che amano Donald Trump non possono andare, sarei deluso. Vorrei che le persone che mi hanno votato potessero assistere alle partite.”
I NUMERI
I prezzi hanno ampiamente superato la soglia dei 1.120 dollari. Nelle categorie superiori, il prezzo base della finale è passato da 10.990 a 32.970 dollari, con una commissione del 15% applicata dalla Fifa sia all’acquirente sia al venditore. Le vendite per la gara inaugurale della nazionale americana stanno procedendo più lentamente rispetto ad altre partite previste nello stesso impianto.
Sul mercato secondario, autorizzato negli Stati Uniti, alcune inserzioni per la finale del 19 luglio al MetLife Stadium, nel New Jersey, hanno toccato cifre milionarie, con alcuni biglietti in rivendita a oltre 2 milioni di dollari.
LA RISPOSTA DELLA FIFA
Gianni Infantino, presidente della Federazione internazionale di calcio, ha difeso la politica dei prezzi durante la Milken Institute Global Conference di Beverly Hills. Ha spiegato che il 25% dei biglietti della fase a gironi è disponibile a meno di 300 dollari e ha motivato il sistema di prezzi dinamici con la specificità del mercato nordamericano: “Siamo nel mercato dell’intrattenimento più sviluppato del mondo, quindi dobbiamo applicare prezzi di mercato.” Sulla finale da 2 milioni, Infantino ha ironizzato promettendo personalmente “un hot dog e una Coca-Cola” a chiunque fosse disposto a spendere quella cifra.
Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha confermato che i prezzi riflettono la realtà economica del Nord America, ma ha annunciato che l’organizzazione valuterà i feedback ricevuti per rivedere la politica dei biglietti in vista dell’edizione 2030. Grafstrom ha inoltre assicurato che i ricavi del torneo, stimati fino a 13 miliardi di dollari, saranno reinvestiti nello sviluppo del calcio.
LE CONTESTAZIONI IN EUROPA
Le critiche non arrivano solo dalla Casa Bianca. Secondo quanto riportato dall’Ansa, la European Supporters’ Federation (ESF) ed Euroconsumers, organizzazione che rappresenta i consumatori europei, hanno presentato un reclamo alla Commissione europea contro la Fifa per presunto abuso di posizione dominante, chiedendo che la federazione abbandoni le proprie pratiche di vendita.
HOTEL SOTTO LE ASPETTATIVE
A complicare il quadro, il settore turistico statunitense sta registrando un andamento inferiore alle attese. Secondo l’American Hotel & Lodging Association, quasi l’80% delle strutture ricettive nelle città ospitanti segnala prenotazioni al di sotto delle previsioni. I costi elevati di viaggio, i ritardi nell’emissione dei visti e le tensioni geopolitiche stanno limitando l’afflusso di visitatori internazionali, trasformando di fatto la competizione in un evento ad accesso limitato.
La Fifa intanto punta sui grandi numeri: circa 5 milioni di biglietti venduti, domanda complessiva dichiarata da Infantino intorno alle 500 milioni di richieste, impatto economico stimato in oltre 80 miliardi di dollari tra Stati Uniti, Canada e Messico. La federazione prevede di superare il record storico di 3,5 milioni di biglietti venduti stabilito nell’edizione del 1994.
