Marte in 153 giorni: un asteroide potrebbe svelare la scorciatoia per il Pianeta Rosso

Una nuova ricerca ridisegna le possibili rotte verso Marte

Per decenni, Marte è rimasto un obiettivo lontano in tutti i sensi: difficile da raggiungere e ancora più difficile da esplorare. Un viaggio di sola andata richiede oggi tra i sette e i dieci mesi, seguendo le traiettorie più efficienti disponibili. Sommando il ritorno e il tempo necessario ad attendere il riallineamento dei pianeti, una missione completa può durare anni. Ora, però, un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Acta Astronautica propone un approccio inedito. Invece di concentrarsi esclusivamente sulle orbite planetarie, i ricercatori hanno analizzato quelle degli asteroidi vicini alla Terra.

L’ASTEROIDE CHE HA CAMBIATO LA PROSPETTIVA

Al centro della ricerca c’è l’asteroide 2001 CA21, un corpo celeste la cui traiettoria interseca sia l’orbita terrestre sia quella marziana. Marcelo de Oliveira Souza, astrofisico dell’Università Statale del Nord Rio de Janeiro, ha avuto l’intuizione di rivalutare dati normalmente considerati poco utili.

Quando un asteroide viene osservato per la prima volta, gli astronomi calcolano rapidamente una traiettoria preliminare per stimare eventuali rischi di impatto. In genere queste prime simulazioni preliminari vengono poi sostituite da modelli più accurati. Souza ha invece ipotizzato che quelle stime iniziali potessero contenere informazioni utili anche per la navigazione interplanetaria. 

UNA NUOVA ROTTA VERSO IL PIANETA ROSSO

Utilizzando la geometria di queste traiettorie come riferimento, il ricercatore ha identificato possibili rotte verso Marte compatibili con il piano orbitale dell’asteroide. Secondo lo studio, questo approccio potrebbe aprire percorsi molto più rapidi rispetto a quelli attualmente considerati.

La finestra temporale individuata è estremamente specifica: l’opposizione di Marte del 2031, cioè il momento in cui la Terra si troverà tra il Sole e il Pianeta Rosso. Secondo i calcoli, è l’unica configurazione che si allinea favorevolmente con il piano orbitale di CA21. 

IL PIANO PER IL VIAGGIO

Dallo studio emergono due scenari principali. Il primo ipotizza una missione da 153 giorni complessivi: 33 giorni di viaggio verso Marte, circa un mese di permanenza e 90 giorni per il ritorno. Il secondo scenario, più conservativo, prevede invece 226 giorni totali. Se confermati, questi tempi rappresenterebbero una svolta enorme rispetto alle missioni tradizionali, che oggi richiederebbero permanenze molto più lunghe nello spazio.

UNA SCOPERTA INVOLONTARIA

Souza ha ammesso di non aver cercato intenzionalmente questo risultato: «Forse ero nel posto giusto al momento giusto», ha dichiarato. Eppure, se le future tecnologie riusciranno a sfruttare queste traiettorie, l’idea di raggiungere Marte in pochi mesi potrebbe smettere di appartenere alla fantascienza.

IL VERO OSTACOLO

Attualmente, tali missioni vanno oltre le capacità tecnologiche esistenti. Lo stesso Souza evidenzia la necessità di sistemi di propulsione e atterraggio nettamente superiori a quelli odierni.

Una delle opzioni più promettenti menzionate nello studio è la propulsione nucleare termica, una tecnologia che impiega un reattore per scaldare idrogeno liquido, producendo una spinta molto più potente rispetto ai motori chimici convenzionali. Non si tratta di mera speculazione: nel 2023, il CEA francese, insieme ad ArianeGroup e all’Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato uno studio di fattibilità per valutare sistemi in grado di abbreviare i tempi di viaggio verso Marte.

Ciononostante, una missione con equipaggio rimane un’impresa colossale, sia per le difficoltà tecniche che per quelle umane. L’idea di utilizzare il piano orbitale di un asteroide come traccia per nuove rotte spaziali apre uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava irrealistico.