Maturità 2026: date, novità e consigli. tutto quello che i maturandi devono sapere

Dalle date ufficiali alle novità sul colloquio orale e sulla commissione: ecco tutto quello che gli studenti devono sapere sulla Maturità 2026, tra prove scritte, autori più probabili e nuove regole del Ministero

ROMA – La Maturità 2026 è ormai alle porte: manca poco più di un mese al giorno che tutti i maturandi temono, quello della prima prova scritta fissata per il 18 giugno. Per migliaia di studenti italiani si avvicina così uno degli appuntamenti più importanti del percorso scolastico, tra novità significative introdotte dalla riforma, conferme attese e le ultime frenetiche settimane di ripasso.

LE PROVE: STRUTTURA E DATE

L’esame si apre con la prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi: una prova nazionale di lingua italiana articolata in sette tracce, divise in tre tipologie: due analisi del testo (una poetica e una in prosa), tre testi argomentativi e due temi di attualità. Gli studenti avranno a disposizione sei ore per completarla, tempo sufficiente per scegliere con cura la traccia più adatta alla propria preparazione e svilupparla con rigore. Il giorno successivo, il 19 giugno, è invece il turno della seconda prova, che cambia a seconda dell’indirizzo di studi: Latino al liceo classico, Matematica allo scientifico, discipline differenti per gli istituti tecnici e professionali, secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

GLI AUTORI DA TENERE A MENTE PER L’ITALIANO

Tra i nodi centrali della preparazione alla prima prova c’è naturalmente la scelta degli autori sui quali concentrare il ripasso. Il Ministero mantiene il massimo riserbo fino al giorno dell’esame, ma gli anniversari letterari del 2026 offrono qualche indicazione utile: spiccano i 130 anni dalla nascita di Eugenio Montale, i 120 anni dal conferimento del Nobel a Giosuè Carducci, il centesimo anniversario della pubblicazione di Uno, Nessuno e Centomila di Luigi Pirandello, del quale ricorre anche il 90° dalla morte, e i 100 anni dalla nascita di Dario Fo. A questi si affiancano autori storicamente assenti da molto tempo: Italo Svevo, che manca dai temi d’esame dal 2009, Giacomo Leopardi e Dante Alighieri, entrambi fuori dal 2017, e Italo Calvino dal 2015. Tenere presente questi nomi non significa scommettere su una singola traccia, ma costruire una preparazione più ampia e ragionata, capace di sostenere confronti e collegamenti in tutte e tre le tipologie.

LA COMMISSIONE SI RIDUCE: DA SETTE A CINQUE MEMBRI

La Maturità 2026 porta con sé una novità rilevante che riguarda la commissione d’esame. Come stabilito dalla riforma, non sarà più composta da sette membri bensì da cinque: un presidente esterno all’istituzione scolastica, due commissari interni e due esterni. Una struttura più snella, pensata per rendere le sessioni d’esame più efficaci e le dinamiche interne più coese. Per quanto riguarda la pubblicazione dei nominativi, non esiste una data ufficiale e fissa: guardando agli anni passati, i nomi dei presidenti di commissione tendono a essere resi noti a maggio, mentre quelli dei commissari esterni vengono generalmente comunicati tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno. Conoscerli in anticipo può rivelarsi una piccola risorsa strategica: consultando il sito dell’istituto di provenienza del commissario è talvolta possibile farsi un’idea del suo approccio didattico e delle materie su cui potrebbe soffermarsi maggiormente.

IL COLLOQUIO ORALE

La novità forse più significativa dell’edizione 2026 riguarda proprio il colloquio orale, che cambia struttura in modo sostanziale. Non sarà più un esame a tutto campo, ma si baserà su quattro discipline specifiche scelte annualmente dal Ministero. Lo svolgimento seguirà un percorso preciso: si parte dal Curriculum dello Studente, si passa alle quattro materie d’indirizzo e si chiude con la formazione scuola-lavoro (ex Pcto) e l’Educazione Civica. Un’altra novità da non sottovalutare riguarda l’obbligatorietà della partecipazione: l’eventuale rifiuto di sostenere il colloquio, la cosiddetta “scena muta“, comporta la bocciatura diretta, a prescindere dai voti ottenuti nelle prove scritte. Sul fronte dei tempi, la durata del colloquio rimane in linea con il passato e si attesta mediamente tra i 40 e i 60 minuti.

IL CAPOLAVORO E IL CURRICULUM DELLO STUDENTE

Tra gli elementi che entrano in gioco durante l’orale c’è anche il cosiddetto “Capolavoro“, ovvero il lavoro personale che ogni studente ha sviluppato nel corso del triennio. Sebbene non sia oggetto di valutazione diretta e non incida sul punteggio finale, il “Capolavoro” viene inserito nel Curriculum dello Studente e la commissione lo utilizza come punto di partenza per domande e riflessioni personali. In questo senso, il Curriculum dello Studente diventa uno strumento di valorizzazione del percorso individuale, non un semplice documento burocratico.

L’INVALSI: NON INCIDE SUL VOTO, MA CONTA

Un discorso simile vale per i risultati delle prove Invalsi: anch’essi saranno inseriti nel Curriculum dello Studente ma non influiscono direttamente sul voto finale. È però fondamentale ricordare che sostenere le prove Invalsi rimane un requisito indispensabile per accedere alla Maturità, senza averle affrontate, non è possibile essere ammessi all’esame.

Un dettaglio importante, che spesso genera confusione, riguarda la visibilità di questi risultati: la sezione del Curriculum dedicata all’Invalsi viene compilata solo al termine dell’esame, il che significa che la commissione non potrà consultarla durante il colloquio. Una garanzia pensata proprio per evitare che i punteggi dei test nazionali possano influenzare, in un senso o nell’altro, la valutazione finale.

IL VOTO FINALE

La struttura del punteggio rimane invariata rispetto agli anni precedenti: 20 punti per la prima prova, 20 per la seconda, 20 per il colloquio orale e fino a 40 punti di credito scolastico accumulati nel triennio, per un totale di 100. A questi si aggiunge la possibilità di ottenere un bonus fino a 3 punti, ridotto rispetto ai 5 delle edizioni precedenti, riservato a chi raggiunge almeno 90 punti nel percorso complessivo. Per i maturandi, dunque, inizia il conto alla rovescia finale: ultime interrogazioni, simulazioni e ripassi intensi prima di affrontare l’esame che chiude ufficialmente cinque anni di scuola superiore. In bocca al lupo a tutti.