Un ragazzo italiano su due si fa la doccia ogni giorno. ( qualcuno anche due volte )

I giovani italiani sono tra i più puliti al mondo: lo rivela un sondaggio di Skuola.net su 15mila ragazzi.

ROMA – Dimenticate il cliché dello studente fuori sede con la felpa di tre giorni. I giovani italiani si lavano eccome, e pure spesso. A confermarlo è un sondaggio di Skuola.net che ha coinvolto oltre 15mila ragazzi tra i 18 e i 35 anni: il 58% dichiara di fare almeno una doccia al giorno, attestandosi tra i 7 e i 10 lavaggi completi nell’arco della settimana.Ma aspettate: quasi uno su dieci, il 7%, alza ulteriormente l’asticella e si concede spesso e volentieri più di una doccia quotidiana.

E gli altri? Il 29% dei giovani adotta la tecnica del “giorno alterno” , un giorno sì e uno no. Una scelta che, tra l’altro, i dermatologi tendono a promuovere per non stressare la pelle. Quasi una scusa scientifica per sentirsi a posto.

ITALIA PROMOSSA, MA NON PRIMA DELLA CLASSE

Sul podio internazionale dell’igiene personale, l’Italia se la cava bene. Guardando alla percentuale di chi fa almeno una doccia a settimana, parametro usato dal ranking Bathing Habits by Country 2026, la Francia guida con il 97,3%, seguita dalla Spagna al 97,2%, con l‘Italia subito dopo al 94,2% e la Germania al 92,6%.

Sette docce a settimana, dunque: praticamente una al giorno, e in linea con quanto emerge dal sondaggio tra i più giovani. Ma c’è chi fa molto, molto di più.

IL RECORD È DEL BRASILE: 14 DOCCE A SETTIMANA

I veri e inarrivabili campioni di pulizia sono i brasiliani: probabilmente incentivati dalle alte temperature e dal clima tropicale, nel Paese sudamericano si tocca l’incredibile media di 14 docce settimanali, ben due al giorno. Un numero che, a sentirlo, fa quasi venire voglia di controllare la bolletta dell’acqua.

NON È SOLO IGIENE, È IDENTITÀ

Il dato sulle docce non è solo una curiosità di costume. Il sondaggio va letto come una spia culturale: il passaggio importante riguarda il modo in cui la cura del corpo è entrata nella routine dei giovani, non più controllo scolastico sulla pulizia, ma abitudine privata che si lega a socialità, attività fisica, percezione di sé e gestione dell’odore corporeo.