Cocktail instagrammabili e zebra striping: la Gen Z beve, eccome. Ma lo fa a modo suo

ROMA – Ve l’hanno detto in mille salse: la Gen Z non beve, preferisce l’acqua frizzante, è la generazione più sobria della storia. Peccato che i numeri raccontano una storia un po’ diversa. In Italia, solo il 24% dei giovani dichiara di aver ridotto il consumo di alcol rispetto all’anno precedente, mentre il 46% non ...

ROMA – Ve l’hanno detto in mille salse: la Gen Z non beve, preferisce l’acqua frizzante, è la generazione più sobria della storia. Peccato che i numeri raccontano una storia un po’ diversa.

In Italia, solo il 24% dei giovani dichiara di aver ridotto il consumo di alcol rispetto all’anno precedente, mentre il 46% non ha modificato per nulla le proprie abitudini. Non esattamente il ritratto di una generazione che ha detto addio al brindisi.

QUELLO CHE CAMBIA NON È QUANTO, MA COSA E COME APPARE

Il vero cambio di paradigma non è nella quantità, ma nella scelta. E quella scelta, manco a dirlo, passa quasi sempre dallo schermo del telefono.

Quasi la metà dei giovani italiani, il 46%, sceglie il proprio drink in base alla sua “instagrammabilità”, privilegiando ciò che appare più accattivante e condivisibile sui social. Il risultato? I cocktail dominano con il 46% delle preferenze, seguiti dalla birra al 37%. Una vittoria dell’estetica sull’economia, considerando che un Aperol Spritz costa il doppio di una birra alla spina.

E non è tutto: tre giovani su cinque ammettono di ispirarsi ai contenuti pubblicati sui social da amici e follower per decidere dove andare a bere e cosa ordinare. Il bartender del 2026 non sta dietro al bancone, sta su TikTok.

BENVENUTI NELL’ERA DELLO “ZEBRA STRIPING”

C’è anche un nome per il modo in cui la Gen Z gestisce le serate: si chiama zebra striping, e no, non ha niente a che fare con la savana. Si tratta dell’alternanza di bevande alcoliche e non alcoliche nel corso della stessa serata, un drink sì, uno no, come le strisce di una zebra. Una strategia che permette di essere presenti socialmente, senza necessariamente alzare il gomito.

Non a caso, il 17% dei giovani italiani opta per alternative a bassa o nulla gradazione alcolica,il doppio rispetto al 9% della media nazionale. Non è astinenza, è consapevolezza. O almeno, così la raccontano.

TARDI, FUORI CASA, E CON STILE

Un altro dato che smonta il cliché della generazione casalinga e ansiosa: in Italia il 19% della Gen Z tende a spostarsi nei locali notturni dopo le 22:00, contro l’11% della media globale. Escono tardi, scelgono bene, fotografano tutto. E il giorno dopo? Probabilmente fanno anche la doccia due volte….ma questo è un altro articolo.

La verità è che la Gen Z non ha smesso di bere. Ha semplicemente deciso di farlo con più criterio, più estetica e, soprattutto, con il telefono sempre in mano. Il brindisi del futuro non si alza, si posta.