I robot di alghe che nuotano nel sangue e curano le malattie: la scienza ha superato Iron Man

Più piccoli di un capello, si muovono in sciame e curano le malattie: i microrobot fatti di alghe sono già realtà  ROMA – Immagina un robot così piccolo da non poterlo vedere ad occhio nudo. Così piccolo da nuotare nel tuo sangue, raggiungere un tumore e rilasciare il farmaco esattamente dove serve, senza bisogno di ...

Più piccoli di un capello, si muovono in sciame e curano le malattie: i microrobot fatti di alghe sono già realtà 

ROMA – Immagina un robot così piccolo da non poterlo vedere ad occhio nudo. Così piccolo da nuotare nel tuo sangue, raggiungere un tumore e rilasciare il farmaco esattamente dove serve, senza bisogno di un’operazione, senza effetti collaterali su tutto il resto del corpo. Fantascienza? Non più.

Dai laboratori dell’Università di San Diego arriva una delle ricerche più affascinanti degli ultimi anni: un gruppo di scienziati ha sviluppato microrobot bioibridi, minuscoli sistemi che prendono questo nome perché creati da componenti artificiali e organismi viventi,  capaci di muoversi in sciami e rispondere alla luce come piccoli organismi viventi.

La parola chiave è bioibridi: metà natura, metà tecnologia. E il risultato è qualcosa che non assomiglia a niente che abbiamo visto prima.

L’ALGA CHE SI TRASFORMA IN ROBOT

Il cuore di tutto è un’alga. Non una qualunque: i ricercatori hanno scelto la microalga verde Chlamydomonas reinhardtii, un organismo unicellulare noto per la sua capacità di muoversi verso determinate fonti luminose grazie a un meccanismo chiamato fototassi. In pratica: l’alga segue la luce, naturalmente, senza bisogno di motori o batterie.

Per trasformarla in un robot guidabile, i ricercatori hanno rivestito la superficie di questi organismi unicellulari con nanoparticelle magnetiche, un processo che richiede solo pochi minuti e funziona quasi sempre: nove alghe su dieci vengono rivestite con successo. Il risultato? Un microrobot che risponde sia alla luce che ai magneti, controllabile dall’esterno con una precisione chirurgica.

COME UNO STORMO DI UCCELLI, MA DENTRO IL CORPO

La cosa più straordinaria non è il singolo microrobot. È quello che succede quando ce ne sono migliaia insieme. Modificando intensità, direzione e colore della luce, gli sciami di robot possono cambiare forma, separarsi, riunirsi e muoversi in maniera coordinata, in modo simile agli sciami di insetti o agli stormi di uccelli.

Combinando il controllo magnetico con quello luminoso, gli scienziati riescono a gestire gruppi diversi di microrobot nello stesso ambiente, indirizzandoli lungo percorsi differenti o facendoli ricongiungere successivamente. Immagina un esercito microscopico che si divide in plotoni, ognuno con una missione diversa, e poi si ricompone, tutto dentro il tuo corpo.

CURANO LE POLMONITI. E FORSE PRESTO ANCHE I TUMORI

Le applicazioni mediche sono già concrete e i dati fanno impressione. Ricercatori dell’UC San Diego hanno utilizzato microrobot basati su alghe per trattare polmonite batterica acuta nei topi, ottenendo il 100% di sopravvivenza rispetto ai topi non trattati che morivano entro tre giorni. Cento per cento. Non è un dettaglio.

Le microalghe, grazie alla loro naturale capacità di movimento, riescono a rimanere più a lungo nei polmoni, aumentando le probabilità di raggiungere il bersaglio terapeutico. Una caratteristica impossibile da replicare con i farmaci tradizionali, che si disperdono nell’organismo senza poter scegliere dove agire.

PULISCONO ANCHE I MARI DALLE MICROPLASTICHE

Ma la medicina non è l’unico campo. Ricercatori dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi del CNR italiano hanno presentato microrobot controllati magneticamente progettati per catturare microplastiche e batteri in ambienti acquatici: una volta immersi nell’acqua, i dispositivi si autoassemblano in sciami rotanti che raccolgono i contaminanti attraverso l’azione meccanica coordinata. Una fase successiva di irradiazione con luce ultravioletta completa il processo, sanificando l’acqua trattata.

Gli stessi robot che domani potrebbero curare un tumore, oggi puliscono i mari. Non male per qualcosa che non si riesce nemmeno a vedere.