ROMA – Inizia sempre così. Una scommessa sul campionato con gli amici, un casinò online aperto per curiosità o un gratta e vinci comprato alla cassa del supermercato. “Niente di serio”. “Solo per questa volta”.
Per la maggior parte delle persone resta così. Per altri no. E capire dove finisce il confine, e quando lo si è già attraversato senza accorgersene è più difficile di quanto sembri.
A misurarlo ci ha pensato l’Istituto Superiore di Sanità. E i numeri non possono essere ignorati.
SI COMINCIA A 11 ANNI, E NESSUNO SE NE ACCORGE
Il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS ha condotto una rilevazione nelle scuole secondarie italiane di primo e secondo grado tra febbraio e aprile 2025. Il dato più rilevante riguarda la fascia 11-13 anni: il 25,4% degli studenti ha già giocato d’azzardo, con il 2,4% che presenta già un profilo problematico. Tra i 14-17 anni la prevalenza sale al 23,4%, con il 3,9% di giocatori problematici.
Tradotto: un ragazzino su quattro delle medie ha già scommesso. Non alle slot di una sala giochi, non al casinò ma sul telefono, dal divano di casa, mentre i genitori guardano la tv nella stanza accanto. E il 3,9% di chi gioca tra i 14 e i 17 anni ha già perso il controllo.
UN MILIONE E MEZZO DI GIOCATORI A RISCHIO
L’ISS stima che in Italia ci siano circa un milione e mezzo di giocatori a rischio. Una platea enorme, distribuita su tutte le fasce di età, che i servizi sanitari faticano enormemente ad intercettare. Il problema non è solo trovare le persone: è convincerle che hanno un problema.
Come evidenziato da Simona Pichini, responsabile facente funzione del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS: “Il gioco d’azzardo è vietato ai minori. Nonostante ciò, il 10,4% degli studenti italiani giocatori tra i 14 e i 17 anni è già un giocatore problematico.” In risposta a questo scenario, l’ISS ha pubblicato una mappa geolocalizzata dei centri di cura del SSN dedicati al disturbo da gioco d’azzardo, disponibile su usciredalgioco.iss.it: oggi sono 163 i servizi censiti, tutti ad accesso gratuito.
PERCHÉ CI SI CASCA: ADRENALINA, SOLDI E IL MIRAGGIO DEI SOLDI FACILI
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si gioca per l’emozione, per la competizione, per l’idea che quella vincita possa cambiare le cose.
Le piattaforme online ci costruiscono sopra le loro strategie: bonus di benvenuto, promozioni, giochi gratuiti, interfacce progettate per tenere incollati. Il primo accesso è quasi sempre gratuito. Il secondo si paga. E spesso non te ne accorgi finché non è troppo tardi.
COME PRESTARE ATTENZIONE
Ci sono campanelli d’allarme precisi, in sé stessi o in chi si vuole bene: sbalzi d’umore improvvisi, isolamento dagli amici, bugie sul tempo trascorso online e sui soldi spesi, difficoltà economiche che non si riescono a spiegare. Non è debolezza caratteriale, è una dipendenza riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, classificata dal DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 5ª edizione) al pari delle dipendenze da sostanze, con meccanismi neurologici comuni.
Il punto però non riguarda soltanto la legge o la medicina. Riguarda la cultura digitale. L’intrattenimento online occupa una porzione crescente del tempo libero, e per i giovani adulti rappresenta socialità, svago, talvolta competizione. Il confine tra passatempo e abitudine consolidata può diventare sottile e spesso lo si vede solo quando è già troppo tardi.
