ROMA – Segna la data sul calendario: 5 agosto 2026, ore 8:44 del mattino. Mentre tu starai probabilmente ancora facendo colazione, un cilindro di metallo lungo quasi 14 metri, un pezzo di razzo di SpaceX abbandonato nello spazio oltre un anno fa, si starà schiantando sulla superficie della Luna a una velocità di 8.750 chilometri orari.
Sette volte la velocità del suono.
È semplicemente quello che succede quando lasci un razzo in giro per lo spazio senza preoccuparti troppo di dove va a finire.
COM’È INIZIATA
Tutto parte il 15 gennaio 2025, quando un Falcon 9 di SpaceX decolla con a bordo due lander lunari: Blue Ghost di Firefly Aerospace e Hakuto-R della giapponese Ispace. Blue Ghost ha completato la missione con successo. Hakuto-R invece si è schiantato a causa di un guasto tecnico.
Il primo stadio del Falcon 9, quello che SpaceX recupera spettacolarmente sulle piattaforme oceaniche, è tornato a casa come previsto. Ma lo stadio superiore del razzo è rimasto intrappolato in un’orbita ellittica irregolare tra i 220mila e i 510mila chilometri dalla Terra, completando un giro ogni 26 giorni. Da allora, per oltre un anno, ha continuato a girare silenziosamente nello spazio, invisibile ai più, senza che nessuno si preoccupasse particolarmente di lui.
Fino a quando un astronomo ha alzato la mano.
L’UOMO CHE HA VISTO ARRIVARE IL PROBLEMA
Si chiama Bill Gray, astronomo e creatore del software Project Pluto, utilizzato per tracciare gli oggetti vicini alla Terra. È lui ad aver calcolato la traiettoria del detrito e ad aver previsto l’impatto con elevata sicurezza per le 8:44, ora italiana, del 5 agosto 2026, in prossimità del cratere Einstein sul lato visibile della Luna.
La sua valutazione è netta: “Non rappresenta alcun pericolo per nessuno, sebbene metta in luce una certa negligenza nello smaltimento delle apparecchiature spaziali dismesse.” Non un grido d’allarme, quasi una scrollata di spalle. Ma quella parola, “negligenza”, pesa.
L’IMPATTO: COSA SUCCEDERÀ ESATTAMENTE
Il detrito colpirà la superficie lunare a circa 8.700 chilometri orari, ben sette volte la velocità del suono.
Ma c’è un dettaglio che rende tutto più spettacolare: l’impatto avverrà in pieno sole, il che significa che potrebbe essere visibile, o almeno rilevabile, da telescopi sulla Terra e da strumenti in orbita lunare. Gli astronomi lo stanno già aspettando con interesse. Un cratere nuovo di zecca sulla Luna, fatto dall’uomo o meglio, da un pezzo di metallo dimenticato nello spazio.
IL PROBLEMA VERO: CHI PULISCE LASSÙ?
La notizia del Falcon 9 è affascinante. Ma nasconde un tema molto più grande che la comunità scientifica internazionale discute da anni: chi è responsabile dei detriti spaziali? E chi li raccoglie?
Gray ha specificato che non si aspetta che questo particolare oggetto causi problemi immediati: “C’è molto spazio tra esso e i rover cinesi più vicini.” Ma il punto non è questo singolo detrito. È che lo spazio intorno alla Terra, e ora anche intorno alla Luna, si sta riempiendo di oggetti abbandonati, pezzi di razzi, satelliti morti, frammenti di missioni passate. E non esiste ancora un sistema globale obbligatorio per smaltirli.
Nell’era di SpaceX, Blue Origin, Artemis e della nuova corsa alla Luna, la questione non è più solo teorica. È una questione pratica, urgente, e per ora senza risposta definitiva.
