Il tuo cervello stava già imparando a parlare prima ancora che tu aprissi bocca

Quando non sapevi fare nulla, il tuo cervello era al massimo della potenza: la scoperta di un gruppo di ricercatori a Taiwan.

ROMA – Pensavi che il linguaggio si imparasse da piccoli, piano piano, parola dopo parola? Beh, la scienza dice che il processo inizia ancora prima, molto prima.

Secondo uno studio dell’Università Nazionale Yang Ming Chiao Tung di Taiwan, pubblicato sulla rivista Embo Reports, il linguaggio viene plasmato nel cervello già prima che i bambini imparino a parlare: l’attività cerebrale precoce contribuisce alla formazione dei circuiti addetti alla comunicazione, regolando un gene chiamato Foxp2 direttamente collegato al linguaggio, tant’è che le sue mutazioni sono all’origine di alcuni disturbi della parola.

In pratica: il tuo cervello si stava già “allenando” a comunicare quando tu eri ancora un neonato che non sapeva fare altro che piangere.

COME L’HANNO SCOPERTO?

I ricercatori hanno usato tecniche avanzate per registrare l’attività cerebrale in tempo reale su topi appena nati, che emettono vocalizzazioni a ultrasuoni quando vengono separati dalle madri, e hanno manipolato i circuiti cerebrali per osservare cosa succedeva. Il risultato ha spostato l’attenzione dai centri vocali tradizionali del cervello, aprendo una prospettiva completamente nuova su come funziona la comunicazione fin dai primissimi giorni di vita.

PERCHÉ CONTA?

Perché cambia il modo in cui potremmo capire e aiutare chi ha difficoltà nel parlare. La scoperta aiuta infatti a comprendere meglio le difficoltà di linguaggio legate a disturbi dello sviluppo cerebrale. Se il problema nasce prima ancora delle prime parole, anche le soluzioni potrebbero arrivare molto prima di quanto si pensasse.

IL PARADOSSO: PIÙ PICCOLI SIAMO, PIÙ IL NOSTRO CERVELLO LAVORA

Sembra controintuitivo, ma il cervello di un neonato è in realtà una macchina in piena accelerazione. Durante l’infanzia la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di modificarsi e formare nuove connessioni, è al suo massimo: il cervello è più flessibile che mai e riceve continuamente stimoli nuovi. Non è pigrizia, è esattamente il contrario: fino ai tre anni il cervello raggiunge il 90% del suo sviluppo, con nuove sinapsi che si formano a ritmo accelerato e che daranno forma alla sua funzionalità per tutto il resto della vita. Il paradosso è questo: proprio quando non sappiamo ancora fare quasi nulla, camminare, parlare, capire il mondo, il nostro cervello sta lavorando più duramente di quanto farà mai.
Un neonato possiede già quasi la totalità dei neuroni che avrà da adulto, e nel cervello maturo queste cellule arriveranno a formare più di 150mila miliardi di collegamenti tra loro.

Tutto questo costruito, silenziosamente, mentre dormivamo in una culla.