La stampante 3D che usa la luce ha appena creato un orecchio umano vero: la scoperta dei ricercatori

I ricercatori del Politecnico di Losanna hanno fatto un salto enorme nella stampa volumetrica: più veloce, più precisa, e aperta a un futuro in cui si stampano organi veri con cellule vive.

ROMA – Finora la stampa 3D aveva un limite: potevi stampare oggetti solidi, ma non organi, non tessuti vivi, non cose che il corpo umano potesse davvero accettare. Ora qualcosa è cambiato.

LA SCOPERTA

I ricercatori del Politecnico Federale di Losanna (EPFL) hanno messo a punto una nuova versione della stampa 3D guidata dalla luce che risulta 70 volte più efficiente rispetto alla tecnica precedente. I risultati sono pubblicati sulla rivista Light: Science & Applications.

COME FUNZIONA

La tecnica si chiama produzione additiva volumetrica tomografica: l’oggetto solido viene realizzato a partire da una fiala rotante contenente resina, all’interno della quale vengono proiettati ologrammi che guidano un fascio di luce laser per indurire la resina nella forma desiderata. Non si costruisce strato per strato come nelle stampanti 3D tradizionali, l’oggetto prende forma tutto insieme, come se emergesse dal liquido.

PERCHÉ È UNA SVOLTA

La tecnica consente di utilizzare anche cellule vive per stampare organi e tessuti umani da impiantare. Come prova, lo studio ha realizzato un orecchio umano a grandezza naturale. Un orecchio stampato, con cellule vive,  pronto per essere impiantato. 

IL FUTURO CHE SI AVVICINA

Questo tipo di ricerca apre la strada a scenari che fino a poco fa sembravano lontanissimi: organi stampati su misura per il paziente, tempi di attesa per i trapianti ridotti, medicine ricostruttive che cambiano davvero la vita delle persone. La luce, letteralmente, sta costruendo il futuro della medicina.