ROMA – Non è una sensazione. Non è pessimismo. È un indice, costruito con dati reali, che misura ogni anno quanto è difficile per un giovane italiano raggiungere le stesse tappe che le generazioni precedenti davano per scontate: un lavoro stabile, una casa, una pensione dignitosa. E quell’indice ha ripreso a salire.
IL MURO CHE CRESCE
Il muro simbolico che i giovani italiani devono scavalcare per realizzarsi nella vita privata e lavorativa ha raggiunto 136 centimetri, rispetto ai 100 centimetri del 2006, con un nuovo peggioramento che arriva dopo due anni di lieve miglioramento. È questa la misura del divario generazionale secondo il VII Rapporto dell’Osservatorio Politiche Giovanili della Fondazione RiES, presentato alla Luiss e curato dal professor Luciano Monti.
I NUMERI CHE PESANO DI PIÙ
Il problema non è uno solo, è tutto insieme. Le maggiori criticità riguardano pensioni, povertà, debito pubblico, parità di genere, reddito, ricchezza e welfare familiare, credito e risparmio: gli under 35 non hanno soldi da investire per pianificare il proprio futuro, anche sul versante previdenziale, perché la propensione al risparmio rimane bassa, probabilmente a causa delle basse retribuzioni che limitano la capacità di acquisto.
Sul fronte pensioni il quadro è ancora più netto: chi va in pensione oggi percepisce l’81,5% dell’ultimo stipendio, ma quella percentuale scenderà al 64,8% per chi andrà in pensione tra trent’anni. In pratica: stessa carriera, assegno molto più basso.
IL REDDITO CHE NON CRESCE
A parità di qualifica, i lavoratori junior tra i 20 e i 34 anni guadagnano il 39,8% in meno rispetto ai senior over 50, pari a quasi 11.880 euro all’anno in meno. E per le giovani donne la situazione è peggiore: il gap salariale di genere è diventato doppio rispetto all’inizio delle misurazioni.
LA CASA, IL PROBLEMA PIÙ VISIBILE
Affitti alle stelle, mutui difficili da ottenere, stipendi che non tengono il passo. L’indebitamento dei giovani è peggiorato dopo il Covid e anche in questo caso l’altezza del muro è raddoppiata rispetto al punto di partenza. Comprare casa non è più un traguardo difficile — per molti è diventato un’ipotesi remota.
QUALCOSA SI MUOVE, MA POCO
Dal 1° luglio 2026 sarà attiva l’adesione automatica a una forma di previdenza complementare collettiva per i neo assunti, con l’obiettivo di superare quell’inerzia decisionale che spesso fa perdere ai giovani anni preziosi di contribuzione. Un passo, ma non abbastanza per abbassare il muro.
