Malattie sessuali in aumento tra i giovani: “La pornografia ha sostituito l’educazione sessuale”

I dati sulle malattie sessualmente trasmissibili tra gli adolescenti italiani sono da allarme rosso. Gli esperti indicano una causa precisa: troppa pornografia, troppo poca educazione.

ROMA – Non è un tema scomodo da evitare, è un’emergenza sanitaria con numeri concreti. E quei numeri riguardano in gran parte ragazzi tra i 15 e i 17 anni.

I DATI

Si registra un vero e proprio boom di malattie sessualmente trasmissibili tra gli adolescenti: in Italia la gonorrea tra i 15-17enni è sestuplicata negli ultimi anni, la clamidia è più che raddoppiata e la sifilide è triplicata. A livello europeo, le diagnosi di gonorrea e sifilide sono in aumento rispettivamente del 31% e del 14% in un anno, con la clamidia che continua a rappresentare l’infezione più frequente, con un’incidenza particolarmente elevata nelle donne tra i 20 e i 24 anni.

LA CAUSA: IL WEB HA SOSTITUITO LA SCUOLA

Secondo una ricerca di Save the Children e IPSOS, il 47% dei ragazzi si affida al web per informarsi sulle pratiche sessuali, e il 57% per conoscere le infezioni sessualmente trasmissibili. Quasi un adolescente su quattro considera la pornografia una rappresentazione realistica del sesso.

Gli esperti sono diretti. Il dottor Marco Rossi, sessuologo e psichiatra, spiega: “Scarsissima educazione sessuale. Ormai l’educatore sessuale è la pornografia. Il sesso sempre più libero, sempre più precoce e sempre più promiscuo: l’insieme di queste cose provoca un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche una scarsa diagnosi, molte non vengono diagnosticate o appaiono asintomatiche, e questo aumenta ulteriormente la trasmissione.”

IL NODO SCUOLA

In Italia manca ancora una legge e linee guida nazionali che assicurino attività informative e formative rivolte ai giovani sulla sessualità. A differenza di quasi tutti i Paesi europei, l’educazione sessuale non è inserita nei curricoli scolastici. Nel 2026 i numeri parlano chiaro: gonorrea in aumento del 30% rispetto al 2024, sifilide raddoppiata, clamidia con oltre 200mila casi.

COSA SERVE DAVVERO

Inserire l’educazione affettiva e sessuale nei programmi scolastici non significa solo fare prevenzione: significa sviluppare competenze personali e relazionali, imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, contrastare stereotipi, discriminazioni e violenza di genere. Non è una questione morale è una questione di salute pubblica. E i dati dicono che aspettare ancora non è un’opzione.