ROMA – Zanzare sterili per combattere la diffusione di Dengue, Zika e del virus del Nilo occidentale. È questa la strategia al centro della richiesta che Google, tramite la sua consociata Verily, ha presentato all’Environmental Protection Agency (Epa) per il rilascio di 32 milioni di esemplari maschi negli Stati Uniti, con focus particolare su Florida e California.
Il piano, inserito nel progetto Debug, attende l’approvazione definitiva dell’Epa, che raccoglierà osservazioni pubbliche fino al 5 giugno 2026.
UN’IDEA GIÀ TESTATA, ANCHE IN ITALIA
L’idea di combattere gli insetti nocivi tramite la tecnica del maschio sterile non è nuova e ha radici anche in Italia. A Bologna, il Comune ha già sperimentato con successo un progetto pilota contro la zanzara tigre nel quartiere Navile, nell’area di Casteldebole. Attraverso rilasci periodici di esemplari sterili, il capoluogo emiliano ha ottenuto risultati significativi nella riduzione della popolazione locale, diventando un modello di riferimento per la lotta biologica urbana. L’esperienza bolognese dimostra come questa strategia possa essere efficace anche in contesti diversi da quelli tropicali, offrendo una soluzione sostenibile e mirata.
COME FUNZIONA IL PROGETTO DEBUG
Il programma nasce nell’ambito di Google X ed è oggi una delle iniziative principali di Verily. La strategia si concentra sulla zanzara Aedes aegypti e prevede il rilascio di soli maschi, infettati con il batterio Wolbachia, che non pungono e si nutrono di nettare. Quando si accoppiano con le femmine selvatiche, le uova prodotte non sono fertili, impedendo la nascita di nuove zanzare e contribuendo a una progressiva riduzione della popolazione.
Il metodo si distingue dall’approccio del World Mosquito Program, che punta a sostituire le popolazioni selvatiche con esemplari portatori di Wolbachia non trasmettitori di virus. Debug, al contrario, agisce sulla riduzione numerica della specie.
IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA E I RISULTATI DEI TEST
Gli ingegneri di Debug hanno sviluppato macchine in grado di separare maschi e femmine con elevata precisione, passaggio necessario per garantire che nel rilascio non finiscano femmine capaci di pungere. Test condotti in Australia nel 2018 in collaborazione con la Csiro hanno mostrato riduzioni della popolazione locale superiori all’80% in alcune aree; in un caso, la presenza di Aedes aegypti è risultata quasi azzerata. Questi risultati hanno spinto Verily a richiedere l’autorizzazione per interventi su larga scala negli Stati Uniti.
PERCHÉ GLI STATI UNITI
L’interesse nasce dalla presenza di zanzare in grado di trasmettere virus in contesti dove gli insetticidi tradizionali non bastano. La richiesta all’Epa riguarda un massimo di 16 milioni di esemplari all’anno per stato, per un totale di 32 milioni in due anni. Alcune ricostruzioni parlano di un totale fino a 64 milioni, sommando i due stati e i due anni di intervento.
Secondo il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), questi interventi sono estremamente mirati poiché agiscono solo sulla specie bersaglio, senza intaccare il resto dell’ecosistema, non eliminano tutte le zanzare presenti in un’area, ma ne riducono selettivamente una.
Il punto più delicato resta quello regolatorio. Fino alla decisione dell’Epa, il progetto non può partire.
