ROMA – Doveva durare un anno. Ne ha vissuti undici. E adesso, dopo sei mesi di tentativi falliti di ristabilire il contatto, la NASA ha detto ufficialmente addio a MAVEN, una delle missioni scientifiche più longeve e importanti della storia dell’esplorazione marziana.
COSA È SUCCESSO
L’ultima trasmissione di MAVEN è stata ricevuta il 6 dicembre 2025 dalla Deep Space Network della NASA, prima che la sonda a energia solare transitasse dietro Marte. Quando è riemersa dall’altro lato, i dati di telemetria hanno mostrato che era passata alla modalità di sicurezza e stava ruotando su se stessa in modo incontrollabile, causando una perdita di energia.
Da quel momento, silenzio. Dopo oltre 11 anni trascorsi in orbita attorno al Pianeta Rosso, la NASA ha confermato che la sonda non è più recuperabile e non sarà in grado di riprendere le operazioni scientifiche o di comunicazione.
COSA HA SCOPERTO IN TUTTI QUESTI ANNI
MAVEN non se ne va a mani vuote. Tra i risultati più importanti della missione c’è la dimostrazione che il vento solare e le tempeste solari accelerano significativamente la perdita atmosferica marziana: la sonda ha osservato direttamente come le particelle energetiche provenienti dal Sole interagiscono con gli strati più esterni dell’atmosfera di Marte, contribuendo alla dispersione dei gas nello spazio.
In altre parole: MAVEN ha spiegato perché Marte, che un tempo era caldo, umido e potenzialmente abitabile, è diventato il deserto gelato che conosciamo oggi. Ha anche scoperto nuove tipologie di aurore marziane, osservate in regioni molto più estese rispetto a quelle terrestri.
IL DESTINO FINALE
Il comitato di revisione delle anomalie della NASA ha concluso che la sonda ha probabilmente perso alimentazione poche ore dopo l’incidente di dicembre, rendendo il sistema di comunicazione irrecuperabile. La causa principale del guasto è ancora oggetto di indagine. E la sonda? Si prevede che MAVEN rimarrà in orbita attorno a Marte per altri 50-100 anni prima di schiantarsi sul pianeta, senza rappresentare un problema per altre sonde spaziali fino ad allora.
È ancora lassù, silenziosa, a girare attorno al Pianeta Rosso. Forse è il modo più poetico di finire una missione del genere.
