ChatGPT non sarà più un chatbot: OpenAI prepara la più grande trasformazione della sua storia

OpenAI prepara la svolta: ChatGPT diventa una superapp di agenti e coding

ROMA – “La chat è morta.” Lo ha detto un dirigente di OpenAI al Financial Times, e la frase dice tutto. ChatGPT, l’app che ha portato l’intelligenza artificiale sul telefono di mezzo mondo, sta per diventare qualcosa di completamente diverso: non più un chatbot, ma una “superapp” che integra agenti AI, strumenti di programmazione e servizi di terze parti. Tutto in un unico posto. Niente più finestra di dialogo: una piattaforma che non risponde soltanto, ma agisce.

CHATGPT DIVENTA UN AGENTE

L’idea di fondo è questa: invece di rispondere a una domanda, ChatGPT esegue un compito. Prenota un volo, scrive un’email, organizza una riunione. Lo fa in autonomia, senza che l’utente debba gestire ogni passaggio.

A guidare la trasformazione è Thibault Sottiaux, già a capo di Codex e ora responsabile dell’intera divisione prodotto e piattaforma di OpenAI. “Stiamo costruendo un agente personale capace di aiutarti in ogni aspetto della tua vita, che sia personale o lavorativo”, ha dichiarato al Financial Times. “Puoi connetterti da mobile, desktop o web. In macchina, puoi parlarci.”

PERCHÉ ADESSO: I NUMERI CHE CONTANO

ChatGPT ha oltre 900 milioni di utenti attivi settimanali e 50 milioni di abbonati paganti. Non è abbastanza. Le circa 2 milioni di aziende che usano i servizi OpenAI generano già il 40% dei ricavi totali, una quota destinata a salire al 50% entro fine anno. Il mercato consumer è saturo. Quello enterprise no.

È qui che entra Codex, lo strumento di OpenAI per la programmazione. Da quando è uscita l’app desktop, a febbraio 2026, gli utenti attivi settimanali hanno superato i 5 milioni, con una crescita di circa un milione al mese. La nuova interfaccia di ChatGPT spingerà gli utenti verso Codex, la generazione di immagini e i servizi di partner come Canva e Booking.com.

COSA CAMBIA E QUANDO

Gli aggiornamenti arriveranno nelle prossime settimane, prima sul sito e sulle app mobili. La direzione era già stata anticipata ad aprile da Denise Dresser, chief revenue officer di OpenAI: una “superapp unificata come esperienza principale in cui i dipendenti portano a termine il loro lavoro”, mettendo insieme ChatGPT, Codex e la navigazione agentica.

Per accelerare, OpenAI ha già tagliato alcune iniziative consumer. Sora, il modello per la generazione video, è stato chiuso meno di un anno dopo il lancio. Le risorse si concentrano su Codex e sul mercato aziendale. La valutazione della startup di Sam Altman è di 850 miliardi di dollari. Prima dell’IPO, previsto entro fine anno, OpenAI vuole presentarsi come una piattaforma enterprise, non solo come il chatbot più famoso del mondo.

Alex Embiricos, product lead di Codex, ha sintetizzato la visione: “Probabilmente ci sarà un’unica entità con cui parlare, capace di fare qualsiasi cosa di cui ho bisogno.” La chat era solo il punto di partenza.