ROMA – I pesci nuotano per ore sotto il sole aperto senza scottarsi. Il loro segreto è il gadusolo, una molecola che producono naturalmente per assorbire le radiazioni ultraviolette e ridurre i danni cellulari. Ora un gruppo di ricercatori cinesi ha trovato il modo di replicarne la sintesi in laboratorio su larga scala, trasformando comuni batteri in fabbriche chimiche. La scoperta è pubblicata sulla rivista Trends in Biotechnology ed è firmata dal team della Scuola di Biotecnologia della Jiangnan University, a Wuxi, in Cina.
IL GADUSOLO, LA DIFESA NATURALE DEGLI ORGANISMI MARINI
Il gadusolo è presente nelle uova di pesce e in vari organismi marini, dove funziona da filtro UV naturale. Oltre a bloccare le radiazioni solari, la molecola ha un’azione antiossidante paragonabile a quella della vitamina C, con la capacità di neutralizzare i radicali liberi generati dall’esposizione al sole. Questa doppia proprietà la rende un candidato interessante per le applicazioni dermatologiche. Il problema, finora, era la scalabilità: estrarre il gadusolo dagli organismi marini è un processo inefficiente, costoso e con un impatto ambientale rilevante.
Il gruppo di ricerca guidato da Ping Zhang ha scelto un’altra strada: ricostruire il percorso metabolico del pesce zebra responsabile della produzione di gadusolo, impiantandolo nel batterio Escherichia coli. Modificando il DNA del microrganismo e le sue condizioni di crescita, i ricercatori hanno aumentato la resa del composto di quasi 93 volte, portando la produzione da 45,2 milligrammi per litro a 4,2 grammi per litro.
“Raggiungere questo livello di produzione in laboratorio è molto promettente”, ha dichiarato Zhang. “Suggerisce che potremmo essere in grado di soddisfare la futura domanda di ingredienti naturali per le creme solari attraverso la produzione microbica.”
UNA MOLECOLA, DUE PROPRIETÀ
Per individuare rapidamente quali ceppi batterici producessero le maggiori quantità di molecola, il team ha sviluppato un test colorimetrico ad alto rendimento: quando il gadusolo neutralizza i radicali liberi, un segnale chimico vira dal viola al giallo, indicando le colonie batteriche più produttive. Ruirui Xu, co-responsabile dello studio, ha definito il metodo più semplice, efficiente ed economico rispetto alle analisi chimiche tradizionali.
PROSPETTIVE E CAUTELA
I test preliminari sulla capacità protettiva del gadusolo sintetizzato hanno mostrato risultati incoraggianti, ma il composto non è stato ancora confrontato con le creme solari in commercio, né è stata valutata la sua sicurezza a lungo termine per l’uso umano. La ricerca è nelle fasi iniziali. Secondo Xu, con le tecnologie attuali i primi prodotti basati sul gadusolo potrebbero comparire entro pochi anni. I tempi dipenderanno anche dalla velocità con cui le autorità regolatorie seguiranno i ricercatori.
