ROMA – Non è ancora il grande passo. Ma è il passo che renderà possibile il grande passo. E stavolta, in quella capsula, ci sarà un italiano.
L’ANNUNCIO
La NASA ha presentato oggi ufficialmente l’equipaggio della missione Artemis III al Johnson Space Center di Houston: il comandante sarà Randy Bresnik, con gli specialisti di missione Andre Douglas e Frank Rubio, e il pilota Luca Parmitano, unico astronauta non statunitense e rappresentante dell’ESA. Parmitano, nato a Paternò in provincia di Catania nel 1976, è già alla sua terza missione spaziale dopo Beyond e Vita sulla ISS, di cui ha assunto il comando.
COSA FARÀ ARTEMIS III
Dopo la revisione del programma, la missione non volerà direttamente verso la superficie lunare. L’obiettivo sarà sperimentare in orbita terrestre una serie di tecnologie considerate fondamentali per le future operazioni sulla Luna. Gli astronauti voleranno a bordo della capsula Orion e testeranno le procedure di rendezvous e attracco con i moduli di atterraggio destinati alle future missioni lunari. I sistemi di atterraggio testati saranno Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin.
LE TUTE PRADA
Non è un dettaglio di stile, è ingegneria. Per la prima volta saranno utilizzate le nuove tute spaziali sviluppate da Axiom Space in collaborazione con Prada, progettate per le future missioni lunari. La maison milanese ha contribuito agli aspetti tecnici del design: materiali, protezione, mobilità. L’eccellenza italiana nello spazio, in senso letterale.
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PERCHÉ CONTA PER L’ITALIA
Il programma Artemis coinvolge decine di Paesi. L’ESA fornisce il modulo di servizio che dà energia e propulsione alla navetta Orion. L’Italia, inoltre, costruirà il primo lander lunare europeo e sta progettando il primo modulo di superficie lunare. Parmitano ha ringraziato con emozione: “Sono molto grato all’Aeronautica Militare italiana per l’addestramento agli inizi della mia carriera, all’Agenzia Spaziale Italiana per aver riposto in me la propria fiducia, all’ESA per la formazione e le straordinarie opportunità.”
Se tutto andrà come previsto, Artemis III aprirà la strada ad Artemis IV e al primo vero ritorno dell’uomo sulla Luna dopo oltre mezzo secolo.
