ROMA – La nazionale di calcio di Haiti si presenta ai Mondiali 2026 con una maglia diversa da quella pensata. La Fifa ha imposto la modifica, giudicando politico un elemento grafico che raffigurava la Battaglia di Vertières: lo scontro del 1803 in cui Haiti sconfisse le truppe napoleoniche e aprì la strada all’indipendenza, dichiarata nel 1804. Ad annunciarlo è stato Saeta, lo sponsor tecnico della nazionale caraibica, senza precisare quali elementi siano stati rimossi dal design.
LA STORIA DIETRO LA GRAFICA
La maglia ufficiale, prodotta da Saeta, celebrava il ritorno di Haiti ai Mondiali dopo 52 anni di assenza. Al centro del dibattito c’è l’illustrazione di Vertières: una battaglia decisiva che pose fine al dominio coloniale francese e fece di Haiti il primo Paese indipendente dei Caraibi, il primo nelle Americhe ad abolire la schiavitù e l’unico nella storia nato da una rivoluzione guidata da schiavi.
La divisa conteneva anche un omaggio insolito: la bandiera polacca. Nel 1802 Napoleone inviò a Saint-Domingue, l’odierna Haiti, circa 20.000 uomini tra cui le legioni polacche del generale Dąbrowski, arruolate con la promessa di un sostegno all’indipendenza della Polonia. Molti di quei soldati riconobbero di condividere con gli haitiani la stessa condizione di oppressione e alcuni scelsero di schierarsi al loro fianco. Dopo l’indipendenza, la nuova costituzione haitiana concesse loro la cittadinanza. Jean-Jacques Dessalines li definì “i neri bianchi d’Europa“.
LA POSIZIONE DELLA FIFA
Saeta ha spiegato che la Fifa, nel proprio processo di revisione, ha stabilito che alcuni elementi visivi potevano essere interpretati in modo diverso, richiedendo modifiche al design. Non è la prima volta: alle Olimpiadi invernali precedenti, Haiti aveva già dovuto modificare le proprie divise perché raffiguravano Toussaint Louverture, l’ex schiavo diventato simbolo della guerra d’indipendenza.
UN RITORNO COMPLICATO
Il caso della maglia si aggiunge a un quadro già difficile. Haiti si è qualificata senza calciatori di prima fascia: solo tre dei ventisei convocati militano nei cinque principali campionati europei. La nazionale è stata inserita nel Gruppo C con Brasile, Marocco e Scozia, e giocherà tutte e tre le partite del girone in territorio americano.
Nessun tifoso haitiano potrà però assistere alle partite dagli spalti: Haiti figura tra i Paesi ai quali l’amministrazione Trump ha vietato l’ingresso negli Stati Uniti per ragioni di sicurezza nazionale. A fare il tifo in trasferta saranno i quasi 850.000 migranti haitiani già presenti nel Paese, metà dei quali in Florida.
La prima partita è in programma il 14 giugno a Boston, contro la Scozia.
