ROMA – Nel mondo dell’intelligenza artificiale la battaglia non si combatte più solo sui modelli migliori. Si combatte sul prezzo. E OpenAI, che negli ultimi mesi ha visto Anthropic avvicinarsi pericolosamente, sembra pronta a usare lo sconto come arma.
LA NOTIZIA
Secondo quanto pubblicato dal Wall Street Journal l’11 giugno 2026, OpenAI sta valutando riduzioni importanti dei prezzi dei token l’unità con cui si misura il costo di utilizzo dei modelli AI, per prepararsi a uno scontro più duro con Anthropic. Le discussioni sono ancora in corso e non si tratta di una decisione già presa. I tagli riguarderebbero il mercato delle API, quello dedicato a sviluppatori, startup e grandi aziende e non gli abbonamenti consumer di ChatGPT.
PERCHÉ ADESSO
OpenAI è rimasta indietro rispetto ad Anthropic nella corsa al mercato enterprise per gran parte dell’anno, dopo che gli strumenti di coding del rivale hanno avuto grande successo tra gli sviluppatori e cambiato il modo in cui le aziende pianificano il budget per l’AI. I numeri di Anthropic parlano chiaro: il run rate annualizzato era vicino a 1 miliardo di dollari all’inizio del 2025 ed è arrivato a 30 miliardi di dollari nell’aprile 2026, una crescita che il CEO Dario Amodei ha detto aver superato di otto volte le previsioni interne.
IL PARADOSSO DEL MOMENTO
OpenAI intende tagliare le tariffe proprio mentre Anthropic sta valutando di aumentare i prezzi per il suo ultimo modello. Un incrocio che racconta perfettamente due strategie opposte nello stesso mercato. Ma c’è un problema di fondo: entrambe le aziende stanno guardando con interesse alla quotazione in borsa. OpenAI è in trattativa per un round di finanziamento che porterebbe la valutazione a 750 miliardi di dollari, Anthropic ha chiuso una Serie G da 30 miliardi raggiungendo una valutazione di 380 miliardi. Tagliare volontariamente il prezzo del proprio prodotto di punta immediatamente prima di questo processo è una decisione che molti considererebbero dannosa per gli obiettivi di IPO.
IL RISCHIO REALE
La sfida non si giocherà solo sui modelli più potenti, ma sul costo reale di integrarli nei prodotti aziendali. Una lunga guerra dei prezzi comprimerebbe i margini di entrambe le parti, che già oggi perdono miliardi in costi di calcolo. Lo stesso Sam Altman ha recentemente riconosciuto che le spese rappresentano “un enorme problema” per i clienti. Abbassare i prezzi porta più clienti. Ma nell’AI, l’infrastruttura costa troppo per permettersi di svendere a lungo.
