ROMA – È arrivato il momento più luminoso dell’anno. Il 21 giugno ha segnato ufficialmente l’inizio dell’estate astronomica, con il sole che ha regalato all’Italia oltre quindici ore di luce. Ma dietro una data apparentemente semplice si nasconde qualche sorpresa.
COS’È IL SOLSTIZIO E QUANDO È AVVENUTO ESATTAMENTE
Nel 2026 il solstizio d’estate è caduto il 21 giugno alle 10:24 ora italiana: questo è stato il giorno più lungo dell’anno e, dal punto di vista astronomico, ha segnato l’inizio ufficiale della stagione estiva nell’emisfero boreale. Il solstizio non è una giornata intera, ma un preciso istante: quello in cui i raggi del sole colpiscono perpendicolarmente il Tropico del Cancro e il Polo Nord raggiunge la sua massima inclinazione verso la nostra stella. In Italia il sole è sorto alle 5:36 e tramontato alle 20:51, regalando 15 ore e 15 minuti di luce.
PERCHÉ NON CADE SEMPRE LO STESSO GIORNO
Il solstizio oscilla tra il 20 e il 21 giugno a causa della differenza tra anno civile e anno solare: la Terra impiega circa 365 giorni e sei ore per completare un’orbita attorno al Sole, e questo piccolo scarto è compensato ogni quattro anni con l’anno bisestile. È per questa ragione che il 20 giugno è tipicamente la data dei solstizi negli anni bisestili, mentre il 21 giugno è la data più comune negli altri anni.
IL DETTAGLIO CHE QUASI NESSUNO CONOSCE
C’è però un paradosso che pochi si aspettano: il 21 giugno, pur essendo il giorno con più ore di luce, non è né quello con l’alba più precoce né quello con il tramonto più tardivo. L’alba più mattiniera si verifica circa una settimana prima del solstizio, intorno alla metà di giugno, mentre il tramonto più tardivo arriva verso il 24-27 giugno.
Il responsabile è l’equazione del tempo, uno sfasamento tra il tempo del sole e quello dei nostri orologi che dipende dalla forma ellittica dell’orbita terrestre e dall’inclinazione del suo asse.
ESTATE ASTRONOMICA SÌ, MA NON ANCORA LA PIÙ CALDA
Il solstizio non coincide con il giorno più caldo dell’anno: le temperature più elevate arrivano di solito nelle settimane successive, tra luglio e agosto, perché terre e mari continuano ad accumulare calore anche dopo il massimo di irraggiamento.
Da oggi in poi le giornate ricominceranno lentamente ad accorciarsi, prima quasi impercettibilmente, poi sempre più velocemente man mano che ci avvicineremo all’equinozio d’autunno del 23 settembre.
