Fabrizio Corona si mette a nudo nel podcast “Radici”: Carlos, Garlasco e il dolore dei social perduti

Nel podcast "Radici" di Ughetta Di Carlo, Fabrizio Corona racconta per la prima volta la sindrome di Asperger del figlio Carlos, il caso Garlasco e il ban dai social che lo ha ferito più di qualsiasi processo

ROMA – Dopo mesi di silenzio forzato, Fabrizio Corona sceglie un podcast per tornare a parlare. Non una diretta esplosiva, non uno scoop. Questa volta sceglie un registro diverso: quello delle confessioni private, dei legami familiari e dei rimpianti inaspettati.

CARLOS: “UN DONO, UN RAGAZZO STRAORDINARIO”

Il momento più inatteso dell’intervista è anche il più personale. Corona ha parlato del figlio Carlos Maria, nato dalla relazione con Nina Moric, affrontando un tema che negli anni era rimasto spesso ai margini delle sue apparizioni pubbliche. Carlos ha 23 anni e vive con la sindrome di Asperger, una condizione che dal 2013 rientra nei disturbi dello spettro autistico, nello specifico autismo ad alto funzionamento.

Fabrizio ha spiegato che il figlio vive in comunità, ma frequenta spesso anche casa sua, dove trascorre del tempo con lui, la compagna Sara Barbieri e il secondogenito Thiago. Le parole che usa sono cariche di orgoglio: lo definisce un ragazzo straordinario e un vero dono.

IL PADRE CHE NON C’È PIÙ, MA SI SENTE ANCORA

Nel podcast Corona ha ricordato la figura del padre Vittorio, scomparso, al quale attribuisce ancora un ruolo centrale nella propria vita, raccontando di sentirne la protezione in momenti particolari, anche durante i processi. Gli riconosce l’eredità professionale più preziosa: il fiuto per la notizia, che definisce un dono innato che o si ha o non si ha, e ammette di aver tradito in passato quell’insegnamento di integrità che il padre incarnava.

SU GARLASCO: “PENSO CHE SIA STATO SEMPIO, MA POTREBBERO NON TROVARE MAI LE PROVE”

Sul caso Garlasco Corona si sbilancia con una posizione netta: ritiene che il responsabile sia Sempio, ma che potrebbe addirittura non essere rinviato a giudizio, e che le prove necessarie non verranno mai trovate. Da questa premessa lancia un affondo diretto contro il sistema mediatico, accusando chi si proclama giornalista di fare sciacallaggio sulle tragedie per gonfiare lo share, in quello che descrive come un meccanismo cinico e privo di etica.

IL DOLORE DEI SOCIAL: “PEGGIO DELLA CAUSA DA 160 MILIONI”

La rivelazione più sorprendente arriva in chiusura di intervista. Corona ammette che la cancellazione dei suoi profili social da parte di Meta lo ha ferito profondamente, persino più della causa da 160 milioni di euro intentata da Mediaset nei suoi confronti. Una confessione che dice molto su quanto la visibilità digitale sia diventata per lui non solo uno strumento di lavoro, ma una parte costitutiva della propria identità pubblica.

Definisce l’adrenalina la sua unica vera droga, mentre sul tema degli stupefacenti si mostra netto: li considera distruttivi e sostiene che i danni che causano si vedano chiaramente nelle persone che ne fanno uso.