ROMA – Un aereo di carta lungo sette metri, con oltre venti metri di apertura alare, si alza in volo dentro un capannone fieristico e percorre 59 metri prima di schiantarsi contro le colonne di fondo. È bastato quel volo, il 25 giugno scorso a BolognaFiere, per consegnare all’Università di Pisa il Guinness World Record per l’aeroplano di carta più grande del mondo.
IL PROGETTO ICARUS
Il velivolo nasce da Icarus, iniziativa sviluppata da un gruppo di studenti di ingegneria dell’ateneo pisano insieme al creator e divulgatore scientifico Jakidale, seguito da oltre due milioni di persone su YouTube. L’idea, raccontano gli stessi protagonisti, era partita quasi per gioco, da qualche aeroplanino di carta piegato tra una lezione e l’altra. Da lì sono seguiti mesi di progettazione, simulazioni e prove, fino alla costruzione del prototipo definitivo.
LE DIMENSIONI DEL RECORD
L’aeroplano è stato costruito interamente a mano, utilizzando solo carta e colla. Le misure ufficiali parlano di un’apertura alare di 20,04 metri, una lunghezza di 7 metri e un peso finale di 28,49 chilogrammi. Numeri che hanno permesso di superare il primato precedente, fermo dal 2013 e detenuto dal Braunschweig Institute of Technology con un modello da 18,21 metri di apertura alare: un record che l’Italia non deteneva da tredici anni.
LA CERTIFICAZIONE
Il tentativo si è svolto nel padiglione 36 di BolognaFiere, nell’ambito del Wmf, il Festival dell’innovazione digitale. Il giudice ufficiale Lorenzo Veltri ha certificato il risultato davanti al pubblico presente, dopo che le misure del velivolo erano state verificate dall’ingegnere Vittorio Baraldi. Al progetto hanno contribuito anche due partner tecnici: Sappi, che ha fornito la carta utilizzata per la costruzione, e Bolton, casa produttrice della colla Vinavil impiegata nell’assemblaggio.
IL TEAM
A comporre la squadra Unipi sono stati Filippo De Paoli, Lorenzo Cioli, Emanuele Campinoti, Manuel Santoro, Giovanni Chiarelli, Luca Moni, Andrea Cipriano, Martina Cacciotti, Greta Ferrante, Gianmaria Ferrante, Jacopo Sardi, Dario Nista, Daniele Rusconi Braga, Dario Del Carlo e Gabriele Frediani.
Jakidale, primo sostenitore dell’iniziativa, racconta così i mesi di lavoro: “Per mesi abbiamo combattuto contro umidità, struttura, aerodinamica, millimetri e gravità. Vederlo volare e schiantarsi contro le colonne della fine del capannone è la prova che vale sempre la pena provare a costruire l’impossibile”.
