Il caldo estremo mette in ginocchio i festival europei

Caldo senza precedenti: Europa interrotta, festival in cancellazione e evacuazioni di massa

ROMA – Decine di migliaia di persone evacuate in piena notte da un festival musicale nei Paesi Bassi, un concerto di Katy Perry saltato vicino Bruxelles, impalcature crollate sul palco durante un live in Francia. L’ondata di caldo che ha investito l’Europa nelle ultime due settimane sta lasciando un segno pesante sul calendario degli eventi estivi, con una serie di cancellazioni senza precedenti per numero ed estensione geografica.

L’ALLARME DELL’ASSOCIAZIONE DEI FESTIVAL

Holger Schmidt, segretario generale dell’Associazione Europea dei Festival, che riunisce 136 eventi in oltre 30 Paesi, non ricorda un’ondata di caldo di intensità paragonabile negli ultimi quattordici giorni. A colpirlo, ha spiegato, non è solo la temperatura ma l’estensione: quasi l’intero continente è stato investito dalle stesse condizioni estreme nello stesso momento, un fatto che considera senza precedenti. Solo nell’ultimo fine settimana di giugno si sono registrate una mezza dozzina di cancellazioni tra concerti e festival, con il rischio concreto che alcuni eventi non tornino più negli anni successivi.

EVACUAZIONI E PALCHI CROLLATI

Il caso più eclatante riguarda il Defqon.1, festival di musica dance che si tiene a Biddinghuizen, nei Paesi Bassi, e che richiama oltre 250 mila presenze nell’arco delle quattro giornate: decine di migliaia di partecipanti già accampati sul posto sono stati fatti evacuare in tarda serata dopo l’allerta rossa diramata dal servizio meteorologico olandese Knmi. Nello stesso weekend è saltato per il maltempo il concerto di Katy Perry nei pressi di Bruxelles, mentre in Francia il set dei B-52’s al festival di Tilloloy è stato cancellato pochi minuti prima dell’esibizione, dopo il crollo di alcune impalcature sul palco che ha distrutto tastiere e impianto audio. Tra gli eventi colpiti figurano anche Garorock e Couleur Café in Francia, Paradise City in Belgio, Concert at Sea e Scandal nei Paesi Bassi. A Parigi sono stati cancellati il Pride e il festival musicale Solidays, mentre il Glastonbury, in Inghilterra, ha evitato l’emergenza solo perché quest’anno osservava la sua tradizionale pausa: il festival tornerà nel 2027.

LE MISURE DI SICUREZZA

Diversi governi hanno scelto di intervenire prima che la situazione degenerasse. In Francia le autorità hanno vietato il consumo di alcolici negli spazi pubblici durante la Fête de la Musique, per non sovraccaricare ulteriormente ospedali già sotto pressione. Nel Regno Unito i record di temperatura di giugno sono stati superati per tre giorni consecutivi, fino ai 37,3 gradi toccati nel Suffolk. Gli organizzatori degli eventi che si sono comunque tenuti hanno dovuto adattarsi rapidamente, aumentando distribuzione d’acqua, zone d’ombra e personale medico. Gli addetti ai lavori parlano ormai di un’emergenza che coinvolge l’intero continente, non più gestibile con i rinvii puntuali a cui il settore era abituato in caso di maltempo isolato.

LA MANO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Sul fronte scientifico, un’analisi del World Weather Attribution su 854 città in 30 Paesi europei ha stabilito che, senza il contributo dell’attività umana, l’ondata di caldo si sarebbe comunque verificata, ma con temperature inferiori di almeno 3,5 gradi rispetto ai livelli attuali. Secondo lo studio, un evento con queste caratteristiche sarebbe stato virtualmente impossibile nel clima del giugno 1976. Il fenomeno ha già coinvolto anche altri ambiti oltre alla musica dal vivo: a Londra è stato annullato un panel dedicato proprio al caldo estremo, nell’ambito della London Climate Action Week, perché le temperature avevano raggiunto livelli critici anche per quell’evento.

QUANDO FINIRÀ L’EMERGENZA

Le previsioni indicano un possibile allentamento della morsa a partire dai primi giorni di luglio, quando un fronte più fresco proveniente dall’Atlantico dovrebbe iniziare a interessare l’Europa occidentale, portando temporali e un calo delle temperature prima nelle regioni settentrionali e poi, progressivamente, verso sud.