ROMA – Un anno intero rinchiusi in un habitat che riproduce la Luna e Marte, senza social media, tra finte passeggiate spaziali e un rover per esplorare terreni immaginari. È lo scenario del prossimo esperimento di isolamento estremo della Nasa, il Moon and Mars Exploration Analog: l’agenzia spaziale statunitense cerca volontari disposti a vivere per mesi come se avessero già raggiunto un altro pianeta.
COSA PREVEDE LA MISSIONE
La missione partirà non prima di agosto 2027 al Johnson Space Center di Houston. Per un anno, i partecipanti vivranno e lavoreranno in isolamento e reclusione, simulando sia il viaggio interplanetario sia le operazioni sulla superficie di un altro corpo celeste, comprese finte passeggiate spaziali. È la prima missione a unire in un unico programma integrato gli elementi di due analoghi già esistenti dell’ente: Hera (Human Exploration Research Analog) e Chapea (Crew Health and Performance Exploration Analog).
L’habitat Hera farà da astronave, mentre quello Chapea fungerà da base sulla superficie: i volontari vivranno quindi in due ambienti confinati e isolati diversi, che riprodurranno prima i mesi di viaggio verso un altro pianeta e poi le condizioni di vita una volta atterrati. Il programma prevede anche finte camminate su Marte e l’uso di un rover per raggiungere siti di esplorazione lontani dall’abitacolo principale. Tra le curiosità della missione, come ha raccontato Scientific American, ci sono simulazioni di passeggiate spaziali in realtà virtuale e un obbligatorio digiuno dai social media.
I REQUISITI PER CANDIDARSI
Per partecipare bisogna avere cittadinanza statunitense o essere titolari di una green card, con un’età compresa tra 30 e 55 anni: in casi particolari l’agenzia può valutare candidati fuori da questa fascia con approvazioni aggiuntive. Tra i vincoli fisici, l’altezza non deve superare i 188 centimetri, ed è richiesta una buona conoscenza della lingua inglese. I candidati devono inoltre accettare un impegno complessivo di circa 14 mesi, di cui 12 trascorsi nei due habitat confinati e altri due dedicati alla formazione e alla raccolta dati prima e dopo la missione. Ai volontari selezionati verrà corrisposto un rimborso.
Non basta però rientrare nei parametri anagrafici e fisici. I candidati devono sottoporsi a un processo di selezione della durata di più giorni e superare le valutazioni psicologiche e fisiche della Nasa, dettagliate sulla pagina dedicata al programma. L’ente cerca persone con una forte motivazione verso esperienze uniche e gratificanti, e un interesse concreto a contribuire alla preparazione di soggiorni prolungati sulla Luna e della prima missione umana su Marte. Per il programma Chapea, in passato, la Nasa aveva specificato anche il divieto di fumo tra i requisiti: i candidati dovevano essere non fumatori, oltre che in buona salute e motivati.
PERCHÉ SERVE ALLA NASA
I dati raccolti serviranno a capire come il corpo e la mente umana reagiscono a mesi di isolamento, spazi ristretti e risorse limitate. I ricercatori studieranno la salute e le prestazioni dell’equipaggio in condizioni di scarsità di risorse e sotto le pressioni tipiche di una missione, con l’obiettivo di validare hardware, tecnologie, protocolli e altri sistemi pensati per sostenere la salute degli astronauti nelle missioni di lunga durata nello spazio profondo, senza mai lasciare la Terra. I risultati confluiranno nel programma di ricerca umana della Nasa e potrebbero orientare i piani per una presenza lunare stabile, in vista delle future missioni Artemis.
Il programma Chapea, da cui nasce in parte questo nuovo esperimento, è già arrivato alla sua fase più recente: un equipaggio di quattro volontari, entrato nell’habitat Mars Dune Alpha il 19 ottobre 2025, concluderà la propria missione di 378 giorni il 31 ottobre 2026. Il prossimo passo, ora, è reclutare chi sarà disposto a passare un anno intero fingendo di trovarsi già altrove.
