I giovani italiani hanno imparato a risparmiare. Il problema è che si fermano lì

Il 69% dei giovani italiani risparmia ma solo il 6,9% investe, e il 70% della Gen Z conta solo sulla pensione pubblica: i dati del 2026 fotografano una generazione bloccata a metà strada tra consapevolezza e azione

ROMA – Sanno che mettere da parte i soldi è importante, lo fanno, e sono anche più consapevoli delle generazioni precedenti. Eppure i loro risparmi restano fermi su un conto corrente, a perdere valore ogni anno. Il paradosso finanziario dei giovani italiani ha un nome preciso: alfabetizzazione a metà.

I NUMERI DEL PARADOSSO

Oltre il 69% dei giovani risparmia, ma solo il 6,9% investe. Il 44% vorrebbe farlo ma non sa da dove iniziare. Il 41% parcheggia il denaro su conti correnti o conti deposito, e solo un giovane su quattro utilizza strumenti di investimento o previdenza. Un quadro che emerge da più ricerche e che dipinge una generazione consapevole del problema ma bloccata davanti alla soluzione.

Nel 2026 il 57% degli italiani si definisce risparmiatore, mentre solo il 30% si considera un investitore: un gap che vent’anni fa non esisteva, perché nel 2002 le due quote erano quasi uguali.

PAURA, IGNORANZA O ENTRAMBE?

I motivi per cui i giovani non investono sono tre, e si sovrappongono. Il primo è la percezione di non avere abbastanza denaro: non si investe perché si pensa di non averne in quantità sufficiente, anche quando i dati dicono il contrario. Il secondo è la mancanza di strumenti per capire come farlo: uno su due si affida a generiche ricerche su internet o ai social network per scegliere come allocare il proprio denaro. Il terzo è la paura di perdere tutto, un riflesso culturale profondo che porta a preferire l’immobilità alla perdita.

Il paradosso è che chi non investe per paura di perdere soldi sta già perdendo soldi ogni giorno, solo che non se ne accorge perché il numero sul conto non cambia, ma il valore reale sì.

LA PENSIONE? CI PENSA LO STATO

Oltre la metà degli italiani crede di poter contare unicamente sulla pensione pubblica per il proprio sostentamento da anziani. Tra i giovani della Generazione Z la percentuale sale al 70%, un dato che stride con la realtà di un sistema previdenziale sotto pressione strutturale. Il 65% dei giovani non ha mai stimato il proprio fabbisogno pensionistico.

In altre parole, la maggioranza dei ventenni e trentenni italiani sta costruendo il proprio futuro senza mai averci fatto i conti.

CHI COLMA IL VUOTO: I FINFLUENCER

Il 45% dei giovani dichiara di voler accrescere le proprie conoscenze economico-finanziarie, sedici punti in più rispetto al 2020. Il problema è che il 42% non trova contenuti o referenti adeguati e si affida quindi a social media, televisione e siti web. In questo spazio vuoto sono cresciuti i cosiddetti finfluencer, creator che sui social spiegano ETF, PAC e obbligazioni con un linguaggio accessibile. Un fenomeno con luci e ombre: da un lato avvicina i giovani a temi che la scuola non ha mai affrontato, dall’altro espone a consigli non regolamentati in un settore dove gli errori si pagano in soldi veri.