Mondiali 2026, insulti razzisti dopo Francia-Paraguay, Mbappé attacca la senatrice Amarilla: “Indegna del suo ruolo”

Mbappé risponde agli insulti razzisti della senatrice Amarilla: Parigi apre un’inchiesta e la politica si divide tra condanne e polemiche internazionali

ROMA – Kylian Mbappé, capitano della nazionale francese e attaccante del Real Madrid, replica duramente a Celeste Amarilla, senatrice paraguaiana del Partito liberale radicale autentico (Plra), che lo aveva insultato sui social con espressioni razziste dopo l’eliminazione del Paraguay dai Mondiali 2026. Il calciatore accusa la parlamentare di razzismo e ne mette in discussione l’idoneità al ruolo, replicando ai commenti sulle sue origini camerunensi pubblicati subito dopo la sconfitta della sua nazionale. Il Governo di Parigi si schiera compatto al fianco del capitano, mentre la procura della capitale francese apre un’inchiesta su segnalazione della Federazione calcistica francese.

 

L’ANTEFATTO

La scintilla scocca sabato 4 luglio a Philadelphia, dove la Francia elimina il Paraguay agli ottavi di finale del Mondiale con un rigore di Mbappé al 70esimo minuto, unica rete di una partita tesa che spalanca ai transalpini i quarti contro il Marocco, in programma giovedì 9 luglio a Boston. Al triplice fischio Mbappé esulta nei pressi del portiere paraguaiano Orlando Gill senza stringergli la mano: il portiere reagisce lanciandogli il pallone contro la schiena. “Ho voluto stringergli la mano e siccome mi ha ignorato mi sono scaldato, ma sono rientrato in me velocemente”, racconterà lo stesso Gill nelle ore successive.

 

IL POST DELLA SENATRICE

Poco dopo il fischio finale, Amarilla pubblica su X una serie di messaggi contro Mbappé, mettendone in dubbio l’intelligenza e l’istruzione con toni offensivi legati alle sue origini camerunensi. Lo definisce un “camerunense colonizzato” che finge di essere francese, accompagnando l’insulto con altri epiteti offensivi sul suo aspetto e sul suo carattere. La senatrice esorta anche il portiere Gill a rispondere con un gesto dell’ombrello, sostenendo di farlo lei stessa “in Senato” senza conseguenze. Le sue parole si aggiungono a quelle di José Luis Chilavert, ex portiere della nazionale paraguaiana, che alla vigilia del match aveva definito quella francese “una squadra africana” in risposta a un commento dell’ex attaccante Christophe Dugarry, scatenando critiche anche nella stampa francese.

LA RISPOSTA DI MBAPPÉ

Lunedì Mbappé rompe il silenzio sullo stesso social. “Signora Celeste Amarilla, lei è una donna spregevole e indegna della sua funzione. Lei non rappresenta il Paraguay, quel Paese che ha mostrato passione e onore per tutto il torneo”, scrive il capitano dei Bleus, rimproverando ad Amarilla l’incoscienza e un razzismo esibito senza remore: per colpa sua, sostiene, il mondo ha già dimenticato il percorso e lo sforzo storico compiuto dai giocatori paraguaiani in questo Mondiale.

 

IL SOSTEGNO ISTITUZIONALE

Philippe Diallo, presidente della Federazione calcistica francese (Ffs), annuncia l’intenzione di procedere per vie legali con un esposto in procura, definendo le parole di Amarilla “abominevoli e inaccettabili“. Poche ore dopo interviene anche il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, in visita in Siria, che scrive su X: “Quando le parole sporcano, i nostri valori rispondono: dignità, rispetto, fraternità”, assicurando pieno sostegno al capitano. Sulla stessa linea la ministra dello Sport francese, Marina Ferrari, e il ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot, entrambi schierati pubblicamente con la squadra. Martedì 7 luglio la procura di Parigi conferma l’apertura di un’inchiesta a seguito della denuncia della Fff.

 

LE REAZIONI INTERNAZIONALI

Anche il Governo paraguaiano, guidato dal presidente Santiago Peña, prende le distanze da Amarilla già lunedì pomeriggio: in una nota del ministero degli Esteri le sue parole vengono definite “contrarie ai valori e ai principi che ispirano la convivenza pacifica” del Paese, e non rappresentative né dell’esecutivo né del popolo paraguaiano. Lo stesso Peña scrive a Macron per condannare l’episodio. Arriva in serata anche la condanna del presidente della Fifa, Gianni Infantino, che invoca l’impegno comune per sconfiggere il razzismo nel calcio, mentre martedì il portavoce dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan, definisce le parole della senatrice ignobili e le inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda lo sport in generale.

 

LA REPLICA DI AMARILLA

La senatrice non si scusa. Nella notte tra lunedì e martedì pubblica una lettera aperta in cui sposta la polemica sul piano del genere: accusa Mbappé di “violenza di genere e violenza politica contro una donna eletta dal popolo”. Nel testo giustifica i toni dei primi messaggi come frutto dell’impeto del momento, rivendica come legittimo il proprio giudizio sull’atteggiamento del calciatore durante la partita, e chiede a sua volta delle scuse, minacciando azioni legali se Mbappé non farà un passo indietro.