Ha una redazione, delle firme, delle rubriche. Ma i giornalisti non esistono. E adesso finisce nei guai

We-News è un portale di notizie realizzato interamente dall'intelligenza artificiale: 120 "agenti AI editoriali" con nome, foto e specializzazione. Nessun direttore responsabile, nessuna registrazione come testata. L'Ordine dei giornalisti e la FNSI hanno già presentato esposto all'Agcom

ROMA – Marco Ferretti si occupa di sport. Luca Moretti di cronaca. Ci sono i corrispondenti provinciali, le rubriche tematiche, le notizie dell’ultima ora. We-News sembra un quotidiano online come tanti altri,finché non si arriva in fondo alla pagina e si scopre che non c’è nessun Marco Ferretti. Non c’è nessun Luca Moretti. Solo agenti artificiali.

COS’È WE-NEWS

We-News è un portale costruito per assomigliare in tutto e per tutto a un quotidiano online, ma realizzato interamente attraverso sistemi di intelligenza artificiale. Gli autori non sono persone: sono “agenti IA editoriali“, dotati di nomi, specializzazioni e fotografie artificiali. Le informazioni vengono ricavate da bollettini pubblici, comunicati, agenzie e contenuti disponibili sul web, poi rielaborate dagli algoritmi. Dietro il progetto c’è AZ Medias Limited, società con sede a Hong Kong.

LE ACCUSE DELL’ORDINE

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha presentato un esposto all’Agcom e al Ministero della Giustizia, chiedendo di verificare anche i presupposti per un sequestro amministrativo cautelare del sito.

L’atto, firmato dal presidente Carlo Bartoli, contesta al portale la mancata registrazione presso il Tribunale e l’assenza di un direttore responsabile iscritto all’Albo. In pratica: We-News si comporta come una testata giornalistica senza averne i requisiti legali.

LE ACCUSE DELLA FNSI

La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige hanno inviato un esposto all’Agcom per segnalare come anche in Italia ormai società straniere si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, certamente non professionale, che falsa il dibattito pubblico e mette a rischio la vita democratica del Paese.

Il sindacato chiede leggi chiare, denunciando il rischio di un saccheggio delle notizie realizzate dagli editori e dai giornalisti.

IL PROBLEMA DI FONDO

Il punto non è l’intelligenza artificiale in sé. È l’illusione editoriale. We-News si presenta come una testata di informazione in tempo reale, con un’architettura grafica che riproduce quella dei giornali tradizionali. Solo in fondo agli articoli viene precisato che le firme appartengono ad agenti artificiali. Gli algoritmi possono riassumere comunicati, ordinare informazioni e moltiplicare gli articoli a costi minimi.

Non possono però rispondere delle notizie, verificare sul campo, proteggere una fonte o assumersi la responsabilità di un errore. Dietro una firma artificiale non c’è un cronista da interrogare, un direttore da chiamare in causa, una redazione che possa correggere la rotta.