ROMA – Escono da un supermercato di Milano indossando la kippah, il copricapo tradizionale ebraico. Dall’altro lato della strada un gruppo di giovani li nota e comincia a urlare “Fuck Israel“. Pochi istanti dopo uno dei due, un ragazzo argentino di 19 anni, cade a terra con il setto nasale fratturato. È la sera del 1° marzo scorso, in piazzale Siena, e da quell’episodio è partita l’inchiesta che ha portato la Procura di Milano a notificare l’avviso di conclusione delle indagini al trapper Sami Abou El Hassan, 24 anni, in arte Sacky, accusato di minacce e lesioni personali aggravate dai futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso.
L’AGGRESSIONE DAVANTI AL SUPERMERCATO
I due giovani coinvolti, un diciannovenne e un ventenne nati in Argentina, erano arrivati a Milano per partecipare a un seminario sugli insegnamenti e le tradizioni della religione ebraica. Poco dopo le 22.30 sono usciti da un supermercato Carrefour di piazzale Siena, in zona Gambara, nella periferia sud della città, indossando la kippah e il tzitzit, le frange rituali. Ad attenderli, secondo la ricostruzione della Procura, un gruppo stimato in una decina di persone. Dal gruppo sarebbe partito il grido “Fuck Israel”. Il più giovane dei due studenti si è avvicinato per chiedere spiegazioni ed è stato colpito al volto, perdendo i sensi e riportando la frattura del setto nasale. Le lesioni sono state giudicate guaribili in quindici giorni. Il ragazzo è poi rientrato a Buenos Aires per sottoporsi a un intervento chirurgico.
IL RUOLO DI SACKY E IL PUGNO CHE HA FRATTURATO IL NASO
A Sacky non viene contestato il pugno. Il fascicolo dell’accusa gli attribuisce un ruolo diverso: sarebbe stato lui, secondo gli inquirenti, a indicare per primo i due studenti al resto del gruppo, con un gesto del braccio destro nell’istante in cui uscivano dal supermercato. Lo stesso fascicolo descrive un contatto fisico successivo: il trapper avrebbe toccato con la mano il diciannovenne, ormai a terra, prima di allontanarsi insieme agli altri “senza mostrare alcuna dissociazione dall’azione illecita“. Il pugno che ha causato la frattura porta invece la firma di un’altra persona: Hamza Abdurahman, 23 anni, pugile dilettante e stretto collaboratore del trapper. Riconosciuto da uno dei due studenti, è finito agli arresti domiciliari lo scorso 14 maggio.
LE INDAGINI E IL TERZO INDAGATO
La ricostruzione porta la firma del Nucleo Informativo dei carabinieri di Milano, comandato dal colonnello Emanuele Leuzzi e coordinato dal pubblico ministero Francesco Cajani. Il lavoro investigativo è partito dalle immagini delle telecamere del supermercato e della zona circostante: i fotogrammi, incrociati con le banche dati delle forze dell’ordine, hanno permesso di risalire ai presunti responsabili. Tra questi anche un ventiseienne, indagato con un’accusa diversa, l’omissione di soccorso, per essersi allontanato mentre uno dei due studenti era ancora a terra.
UN NOME GIÀ NOTO ALLE CRONACHE
Il nome d’arte, Sacky 20148, richiama il codice postale del quartiere dove è cresciuto, tra le case popolari di piazzale Selinunte e San Siro. Sacky è tra i membri del collettivo trap Seven Zoo, la crew milanese che comprende anche Rondodasosa, Neima Ezza e Vale Pain, e su Spotify conta circa 800mila ascoltatori mensili. Il suo nome non è nuovo alle cronache giudiziarie: da minorenne era stato in carcere per una serie di rapine, nel 2020 era finito sotto accusa per lesioni insieme a Neima Ezza e in seguito aveva ricevuto nuove contestazioni per un video in cui compariva armato insieme a Baby Gang.
COSA SUCCEDE ORA
Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la Procura di Milano dovrà ora decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Sacky e per gli altri indagati. Nessuno dei coinvolti è stato condannato: vale per tutti la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Il diciannovenne ferito, intanto, si è già sottoposto all’intervento chirurgico a Buenos Aires.
