ROMA – Una casetta rosa spunta al centro del palco, circondata da una finta piantagione di banani e da una piccola grotta scenica. Pochi minuti prima che le luci si spengano, un membro dello staff di Bad Bunny cammina tra il pubblico e indica con un cenno uno spettatore qualsiasi: da quel momento quella persona non guarderà più il concerto da lontano, ma da dentro la casa.
È lo scenario che si ripete a ogni tappa del DeBí TiRAR MáS FOToS World Tour, la sesta tournée di Bad Bunny, pseudonimo del cantante, rapper e produttore discografico portoricano Benito Antonio Martínez Ocasio, 32 anni. Il tour fa tappa a Milano oggi e domani, venerdì 17 e sabato 18 luglio, con due concerti all’Ippodromo Snai La Maura, nel quadrante nord ovest della città, vicino allo stadio di San Siro. Entrambe le serate sono sold out da tempo, per un totale di 157mila spettatori.
COS’È LA CASITA
La “Casita” riproduce in scala una casa reale di Humacao, cittadina della costa orientale di Porto Rico legata al cortometraggio girato per l’album da cui il tour prende il nome. Rappresenta un’abitazione modesta, in linea con la classe media portoricana, e nello show è diventata simbolo del legame di Bad Bunny con l’isola e della sua critica alla gentrificazione dei quartieri d’origine. È collocata in fondo al settore Posto Unico, in posizione opposta rispetto al palco principale: qui l’artista si sposta per interpretare parte della scaletta, spesso insieme a un piccolo gruppo di spettatori scelti tra il pubblico.
COME VENGONO SCELTI I FAN
Non esiste una procedura ufficiale di selezione. È lo staff dell’artista a osservare la folla nei minuti che precedono l’inizio del concerto e a decidere chi accompagnare verso la Casita. Tra i suggerimenti che circolano da tempo nelle community dei fan, tre tornano più spesso: mantenere la propria posizione una volta presa, senza allontanarsi durante l’attesa; puntare su un biglietto per il settore Posto Unico, che aumenta le probabilità di essere notati; curare un look che si distingua dalla massa. Conoscere a memoria i testi delle canzoni resta comunque il requisito più citato, perché chi viene scelto deve farsi trovare pronto a cantare da vicino insieme all’artista. Si tratta però di indicazioni basate sull’esperienza di chi ha partecipato alle tappe precedenti, non di criteri confermati dall’organizzazione.
Chi riceve il cenno dello staff entra da solo: i gruppi non vengono mai ammessi. Se capita di prendere il microfono, la tradizione dello show vuole che si pronunci la frase “Acho PR es otra cosa”, che introduce il brano Voy a Llevarte pa PR.
LE POLEMICHE SUI CRITERI
Nelle prime tappe europee del tour, la scelta dei partecipanti aveva sollevato critiche sui social: diversi fan avevano segnalato uno sbilanciamento a favore di personaggi già noti, con il rischio di trasformare la Casita in una zona riservata alle celebrità. Tra gli ospiti avvistati nel corso delle serate figurano, tra gli altri, il cestista statunitense LeBron James, l’attore statunitense Austin Butler, il regista statunitense Darren Aronofsky, il calciatore francese Kylian Mbappé, le attrici spagnole Penélope Cruz ed Ester Expósito e l’attore spagnolo premio Oscar Javier Bardem. Secondo la stampa che segue il tour, lo staff dell’artista si sarebbe poi mosso per rendere la selezione più eterogenea, includendo un numero maggiore di spettatori senza legami con il mondo dello spettacolo.
Per le due serate di Milano la curiosità resta la stessa: pochi minuti prima che le luci si spengano, qualcuno tra le migliaia di persone presenti riceverà un semplice cenno dello staff. Da spettatore diventerà protagonista di uno dei momenti più attesi del concerto di Bad Bunny.
