ROMA – L’estate porta con sé il sole, le vacanze e gli spostamenti, ma anche una criticità ricorrente che mette sotto pressione gli ospedali italiani: la carenza di sangue. Un fenomeno che si ripresenta puntualmente, costringendo le strutture a lanciare appelli urgenti e a rivedere la programmazione di interventi non urgenti. La necessità di sangue e plasma, infatti, non va in ferie. In un periodo in cui molti donatori abituali si allontanano per le vacanze e aumentano i piccoli malanni stagionali, il fabbisogno resta costante per interventi chirurgici, terapie oncologiche, trapianti e gestione delle emergenze. Una situazione che ogni estate richiama l’importanza della donazione come strumento essenziale per garantire la continuità delle cure.
UN’EMERGENZA SILENZIOSA
Il grido d’allarme arriva da più fronti. Il Cardarelli di Napoli, uno dei principali ospedali del Mezzogiorno, ha segnalato difficoltà nella programmazione di alcune attività chirurgiche. La struttura gestisce migliaia di operazioni e accessi al pronto soccorso e necessita di almeno 150 donazioni al giorno per garantire un’attività regolare. Anche l’Asl di Foggia ha lanciato un appello chiedendo sangue di gruppo 0 e A positivo. Sono solo due esempi di una situazione più ampia, che vede le scorte assottigliarsi pericolosamente.
Il fenomeno non è nuovo, certo, ma la sua persistenza evidenzia una fragilità strutturale, legata anche al ricambio generazionale dei donatori. I dati del Centro Nazionale Sangue per il 2025 mostrano un calo complessivo dei donatori e una difficoltà ad attrarre i più giovani, con la fascia 46-55 anni ancora la più rappresentata.
Le necessità degli ospedali restano quindi elevate durante tutto l’anno, con una richiesta costante di emocomponenti, un elemento che rende ancora più urgente il coinvolgimento delle nuove generazioni.
Proprio per invertire questa tendenza, a giugno il ministero della Salute ha lanciato la campagna “Donare è l’azione più bella“, in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue e le principali associazioni del settore.
LA DONAZIONE PROGRAMMATA PER EVITARE L’EMERGENZA
Di fronte a questa emergenza silenziosa, le associazioni dei donatori e le Regioni si mobilitano con campagne di sensibilizzazione. In Lombardia, ad esempio, Avis regionale, Areu e il Centro Regionale Sangue invitano i cittadini a prenotare la donazione prima di partire. Il motivo è semplice ma cruciale: molti componenti del sangue hanno una conservazione limitata. Non è possibile accumulare scorte per mesi, ma è fondamentale un flusso continuo. Una donazione programmata, anche poco prima delle ferie, permette ai centri trasfusionali di gestire meglio la raccolta, evitando i picchi di carenza che si verificano quando tutti partono contemporaneamente. È un piccolo gesto di pianificazione che può fare una grande differenza, contribuendo a mantenere stabile la disponibilità di sangue nei centri trasfusionali.
COME DIVENTARE DONATORI
Diventare donatori è un percorso semplice e sicuro. Basta rivolgersi ai centri trasfusionali ospedalieri o alle associazioni presenti sul territorio. Qui, dopo una valutazione preliminare dello stato di salute, si può compiere un atto di generosità che non comporta rischi per chi rientra nei parametri previsti. Un gesto che, in pochi minuti, può contribuire a garantire cure e assistenza a chi ne ha bisogno.
Con l’arrivo delle ferie estive, le strutture sanitarie ricordano che la donazione resta necessaria anche nei mesi più difficili per le scorte.
