PlayStation verso il solo digitale: i fan verso il boicottaggio di massa

Mentre Sony accelera l'addio ai supporti fisici, la community risponde spegnendo le console. Annunciato boicottaggio di sette giorni

ROMA – Dal 23 al 30 agosto, una fetta della community PlayStation ha deciso di spegnere tutto. Console offline, nessun accesso allo store, nessuna partita online. L’iniziativa, denominata “PS Blackout“, mira a inviare un messaggio a Sony attraverso l’assenza di attività per sette giorni, piuttosto che tramite commenti sui social media. Si tratta della risposta più organizzata finora emersa in seguito a una serie di decisioni aziendali che hanno generato malcontento tra i giocatori più fedeli.

 

L’ANNUNCIO CHE HA ACCESO LA MICCIA

Tutto è iniziato il primo luglio, quando Sony ha comunicato attraverso il PlayStation Blog che dal gennaio 2028 smetterà di produrre dischi fisici per i nuovi giochi delle sue console. La decisione non tocca i titoli già usciti o in uscita prima di quella data, ma da lì in avanti ogni gioco nuovo sarà disponibile solo in digitale, tra store ufficiale e rivenditori. Sid Shuman, direttore senior della comunicazione di Sony Interactive Entertainment, ha spiegato la mossa come una risposta naturale alle abitudini di acquisto della maggior parte dei giocatori, che ormai preferiscono il download alla scatola sullo scaffale.

 

NON SOLO DISCHI: LA LISTA DELLE LAMENTELE SI ALLUNGA

La rabbia della community, però, non nasce solo da questo. Pochi giorni prima dell’annuncio, i fan di Grand Theft Auto 6 avevano scoperto che l’edizione “fisica” del gioco conterrà solo un codice di download dentro la confezione, senza alcun disco. A febbraio, poi, Sony aveva chiuso Bluepoint Games, lo studio di Austin autore dei remake di Demon’s Souls e Shadow of the Colossus, lasciando a casa circa 70 persone dopo una revisione interna dei conti. Sul tavolo restano anche le critiche per la spinta ai giochi live service e il silenzio sul destino di serie storiche come Twisted Metal e Sly Cooper, da anni ferme in un cassetto.

 

COME FUNZIONA IL BLACKOUT

A lanciare l’appello è stato Does It Play, gruppo che da tempo si batte per i giochi fisici e per la possibilità di giocare senza connessione a internet, con l’appoggio di Stop Killing Games, movimento che chiede leggi contro lo spegnimento dei giochi già acquistati dagli utenti. Le regole per chi vuole aderire sono tre: non accedere ai propri account, non giocare online, non acquistare nulla sullo store PlayStation. Un’astinenza volontaria pensata per essere semplice da seguire e, se praticata da abbastanza persone, difficile da ignorare.

 

LE PROSPETTIVE DEL BLACKOUT

Tra i commenti all’appello prevale uno scetticismo diffuso. Molti osservano che gli utenti assidui di titoli come Fortnite o Call of Duty potrebbero non percepire l’iniziativa o non attribuirle rilevanza. Altri ritengono che per Sony l’utilizzo della console da parte di un giocatore che ha già effettuato l’acquisto sia meno influente rispetto al volume degli acquisti stessi. Da ciò è emersa la proposta, discussa in vari forum, di focalizzare la protesta sugli acquisti piuttosto che sul semplice accesso. Mancano poche settimane al 23 agosto. I partecipanti hanno già segnato la data in calendario. L’impatto dell’iniziativa sarà valutato in base ai dati concreti, non ai commenti online.