Neymar dice basta: addio alla nazionale brasiliana dopo 80 gol

Il fuoriclasse del Santos chiude a 34 anni la sua avventura con il Brasile: "Ho dato la vita per questa maglia, ma ora è finita"

ROMA – Ci sono addii che si vedono arrivare da lontano, e altri che, anche quando li aspetti, fanno comunque un certo effetto. Quello di Neymar al Brasile è un po’ entrambe le cose.

LA CONFERMA UFFICIALE

Subito dopo la vittoria per 4-2 del suo Santos sui venezuelani dell’Universidad Central in Copa Sudamericana, a Neymar è stato chiesto se ci fosse ancora spazio per un ritorno in nazionale, magari guardando al Mondiale 2030.

La risposta non ha lasciato dubbi: “Il mio tempo con la Seleção è finito. Ho fatto la storia, sono stato molto felice, ho dato sangue, la mia vita e ho sempre lottato per la maglia gialla, ma ora non voglio più continuare”.

UN SEGNALE CHE C’ERA GIÀ

Il primo indizio, in realtà, era arrivato settimane prima. Dopo l’eliminazione del Brasile agli ottavi di finale dei Mondiali 2026 contro la Norvegia, Neymar aveva lasciato il campo in lacrime, lasciando intendere che la sua avventura in nazionale fosse ormai al capolinea. Ma è solo con le parole pronunciate questa settimana, a domanda diretta, che l’addio è diventato ufficiale e definitivo.

IL CERCHIO CHE SI CHIUDE

C’è qualcosa di quasi cinematografico anche nell’ultima immagine in maglia verdeoro: al Metlife Stadium, lo stesso impianto dove sedici anni prima aveva debuttato con il Brasile maggiore segnando subito un gol, Neymar ha chiuso il suo percorso internazionale trasformando un calcio di rigore nei minuti di recupero contro la Norvegia, il gol che gli ha permesso di arrivare a quota 80 reti in nazionale.

NUMERI DA LEGGENDA

Ottanta gol in 130 presenze fanno di Neymar il miglior marcatore nella storia della nazionale brasiliana, davanti a un mostro sacro come Pelé, fermo a 77. Con il Brasile ha giocato quattro Mondiali: 2014, 2018, 2022 e 2026 diventando il primo giocatore verdeoro a segnare in quattro edizioni diverse della competizione a 56 anni di distanza da Pelé.

In bacheca porta a casa un oro olimpico a Rio 2016, un argento a Londra 2012 e una Confederations Cup nel 2013. Manca solo il trofeo che avrebbe voluto più di ogni altro: la Coppa del Mondo, che il Brasile insegue dal 2002.

UN MONDIALE CONQUISTATO ALL’ULTIMO

Il ritorno in nazionale per questo Mondiale non era affatto scontato. Dopo l’infortunio al crociato dell’ottobre 2023, Neymar era arrivato in ritiro con il Brasile con un problema al polpaccio ancora da smaltire, tanto da saltare due partite del girone.

È stato convocato tra le proteste di gran parte del Paese, persino il presidente Lula ne aveva chiesto a gran voce la presenza e il ct Carlo Ancelotti ha scelto di puntare su di lui fino alla fine.

COSA RESTA

Con l’addio di Neymar, il Brasile volta pagina dopo un’era fatta di giocate spettacolari, record personali e va detto, meno trofei di quanti la sua generazione avrebbe meritato. Resta il ricordo di un giocatore capace di far sognare un’intera generazione, e la domanda che ora accompagna ogni fine ciclo: chi prenderà in mano la maglia numero 10 della Seleção?