Oggi è l’Earth Overshoot Day: da questo momento stiamo “spendendo” le risorse del futuro

Scatta l'Earth Overshoot Day: da oggi l'umanità ha esaurito le risorse naturali del 2026. Consumiamo l'equivalente di 1,73 pianeti, con l'Italia già in debito dallo scorso maggio

ROMA – Da oggi ogni pasto in tavola, ogni chilometro in auto, ogni pacco ordinato online pesa su un conto che la Terra non riesce più a coprire. È l’Earth Overshoot Day 2026: la data in cui l’umanità ha già consumato tutte le risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno intero. Da domani, 31 luglio, e fino al 31 dicembre, si vivrà a credito. Continueremo a consumare, ma lo faremo attingendo a un capitale che dovrebbe appartenere alle generazioni future.

A calcolarlo ogni anno è il Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che dal 2003 misura l’impronta ecologica dell’umanità confrontando i consumi globali con la capacità rigenerativa di foreste, mari, terreni agricoli e atmosfera.

IL MECCANISMO DEL DEBITO

Il funzionamento è quello di un conto corrente: ogni anno la Terra fornisce un “redditodi risorse rinnovabili, e finché i consumi restano dentro quel limite il sistema regge. Da oggi, però, si comincia a intaccare il capitale, non più gli interessi. Secondo il Global Footprint Network si consumano risorse il 73% più velocemente di quanto la Terra riesca a riprodurle, l’equivalente di 1,73 pianeti: il livello di sovrasfruttamento più alto mai registrato. Il debito accumulato dagli anni Settanta a oggi equivale a 20,6 anni di piena capacità rigenerativa del pianeta.

Le conseguenze sono già visibili: foreste che faticano a rigenerarsi, stock ittici sotto pressione, suoli impoveriti, biodiversità in calo e anidride carbonica che si accumula nell’atmosfera.

L’ITALIA È IN DEBITO GIÀ DA MAGGIO

Se il mondo ha avuto sette mesi di margine, l’Italia ne aveva già esaurita buona parte in primavera. Il Paese ha raggiunto il proprio Overshoot Day il 3 maggio, dopo appena 123 giorni, tre in meno rispetto al 2025. Un ritmo che, esteso a tutta l’umanità, richiederebbe quasi tre pianeti Terra.

NON SOLO UNA QUESTIONE AMBIENTALE

Il tema riguarda anche economia e qualità della vita. Eventi climatici estremi, siccità e raccolti più incerti si traducono in prezzi più alti e forniture meno stabili di cibo ed energia: per questo l’Earth Overshoot Day è letto anche come un indicatore della salute del sistema economico.

LE CITTÀ, DOVE SI GIOCA LA PARTITA

Buona parte di questa impronta si concentra dove vive la maggioranza della popolazione mondiale: nelle città. Mobilità sostenibile, edifici più efficienti, filiere alimentari a basso impatto e più verde urbano sono le leve indicate dagli esperti per invertire la rotta, senza richiedere rinunce individuali eclatanti.

“Le città non finiscono ai loro confini”, spiega Eva Alessi, responsabile sostenibilità del Wwf Italia: la loro impronta ecologica si estende ben oltre il perimetro amministrativo.

IL TEMPO PER AGIRE C’È ANCORA

L’Earth Overshoot Day non è una sentenza definitiva, ma un promemoria. Ci ricorda che le risorse della Terra non sono infinite e che ogni anno abbiamo l’opportunità di spostare quella linea un po’ più avanti. Non serve cambiare tutto da un giorno all’altro: basta iniziare a fare in modo che il futuro non venga consumato prima del tempo.