Uefa contro Fifa: “Pronti a boicottare i Mondiali”

Le 55 federazioni europee respingono all'unanimità il piano di Infantino per aprire la Coppa del Mondo agli investitori privati

ROMA – Nel calcio, a volte, le battaglie più dure non si giocano in campo. Quella tra Uefa e Fifa, esplosa nelle ultime ore, rischia di lasciare il segno più di qualsiasi partita.

LA PROPOSTA CHE HA FATTO SCOPPIARE LO SCONTRO

Al centro della disputa c’è un progetto firmato dal presidente della Fifa, Gianni Infantino: la creazione della Fifa Forward Enterprise, una nuova società commerciale pensata per gestire diritti e organizzazione delle principali competizioni internazionali, Mondiale compreso.

Il piano prevede la cessione del 20% di un’operazione da 20 miliardi di dollari a investitori privati, tra cui, secondo le indiscrezioni, un fondo newyorkese legato a Joshua Kushner,  trasformando di fatto la Coppa del Mondo in un prodotto gestito anche da soggetti esterni al mondo del calcio.

LA RISPOSTA COMPATTA DELL’EUROPA

Riunite in un summit online d’urgenza convocato dal presidente Aleksander Ceferin, le 55 federazioni Uefa hanno respinto il piano all’unanimità, senza lasciare spazio a interpretazioni: “La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati”.

 

LA MINACCIA: NIENTE MONDIALI

La parte più pesante della nota riguarda le conseguenze annunciate: nessuna nazionale affiliata all’Uefa parteciperà alle competizioni Fifa, Mondiali compresi, finché il progetto non sarà definitivamente ritirato, con garanzie vincolanti che ne impediscano il ritorno in futuro. Una posizione che, se mantenuta, metterebbe a rischio prima di tutto il Mondiale femminile 2027 in Brasile, ma potenzialmente anche le edizioni successive della Coppa del Mondo maschile.

PERCHÉ LA TEMPISTICA FA RUMORE

A rendere la vicenda ancora più delicata è il metodo: secondo l’Uefa, una proposta di questa portata sarebbe stata elaborata in segreto e portata quasi all’approvazione senza un vero confronto con chi gestisce il calcio sul campo ogni giorno.

Il piano dovrà comunque passare al voto delle 211 federazioni Fifa entro metà settembre e ora lo farà con l’intero calcio europeo schierato contro.