ROMA – Vietare i social ai minori di 15 anni e, da quell’età in poi, subordinare l’apertura del primo profilo al conseguimento di un patentino digitale.
COME FUNZIONA IL PATENTINO
Il meccanismo, già sperimentato dall’associazione guidata da Lavenia, ricalca quello della patente di guida: si parte con un pacchetto di punti che si può perdere sbagliando, e recuperare completando un percorso educativo. Il percorso andrebbe realizzato nelle scuole coinvolgendo le famiglie, e toccherebbe temi come funzionamento degli algoritmi, protezione dei dati personali, cyberbullismo, manipolazione dei contenuti, intelligenza artificiale e riconoscimento delle relazioni pericolose in rete.
“Non possiamo lasciare i ragazzi soli davanti a strumenti progettati per catturare la loro attenzione”, sostiene lo psicoterapeuta.
LA CRITICA ALLA SOGLIA DEI 13 ANNI PROPOSTA DALL’UE
La proposta arriva mentre a Bruxelles circola un rapporto sulla sicurezza online di bambini e adolescenti, presentato alla Commissione europea come base per una futura normativa comunitaria.
Il testo ipotizza un accesso progressivo alla tecnologia: nessun uso nei primi anni di vita, utilizzo controllato tra i 3 e i 5 anni, social e videogiochi solo con il consenso di un adulto tra i 6 e i 12, autonomia crescente tra i 13 e i 15, piena libertà dai 16 ai 18.
Per Lavenia questa impostazione si ferma a metà strada: tredici anni, sostiene, rappresentano “una soglia amministrativa, non psicologica”, perché nessuno impara a gestire cyberbullismo o manipolazione algoritmica solo perché ha spento le candeline. Anche la sola supervisione di un adulto, aggiunge, riduce alcuni rischi ma non cambia il modo in cui una piattaforma raccoglie dati o trattiene l’attenzione di un minore.
I PRECEDENTI: FRANCIA E AUSTRALIA
Il tema è già banco di prova altrove. Il Parlamento francese ha approvato lo scorso 21 luglio, in via definitiva, una legge che vieta l’accesso ai social agli under 15 e impone alle piattaforme sistemi di verifica dell’età; il provvedimento, che regola anche l’uso dello smartphone nelle scuole superiori, entrerà in vigore il 1° settembre 2026.
In Australia, dove il divieto riguarda gli under 16 ed è già operativo, l’autorità di controllo eSafety ha comunicato la disattivazione di circa 4,7 milioni di account. Diverse indagini condotte nei mesi successivi all’entrata in vigore della norma, però, hanno rilevato che la maggioranza dei minorenni coinvolti ha continuato a usare almeno una delle piattaforme interessate, aggirando i controlli con dati falsi o account intestati ad adulti.
LE RESPONSABILITÀ DELLE PIATTAFORME
Nella proposta di Lavenia la responsabilità non ricade solo sulle famiglie. Anche le aziende tecnologiche, sostiene, dovrebbero verificare realmente l’età e il possesso del patentino, disattivare le funzioni pensate per favorire un uso compulsivo e rispondere dei danni causati.
“Oggi, per consegnare la mente di un adolescente agli algoritmi, basta ancora una data di nascita inventata e un clic”, conclude lo psicoterapeuta.
